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Firenze, “cantieri fantasma”: sequestri per oltre 17,6 milioni

04/09/2026

Firenze, “cantieri fantasma”: sequestri per oltre 17,6 milioni

Un sequestro preventivo fino a 17.608.680 euro è in corso nei confronti di cinque persone nell’ambito dell’indagine della Guardia di Finanza di Firenze sui cosiddetti “cantieri fantasma”. Gli indagati sono gravemente indiziati, a vario titolo, di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, ricettazione e autoriciclaggio, con l’aggravante del danno patrimoniale di rilevante entità. Il provvedimento cautelare, eseguito dai finanzieri dei Comandi provinciali di Firenze e Teramo, è stato disposto dal Gip del Tribunale di Firenze su richiesta della Procura.

Crediti d’imposta inesistenti per circa 100 milioni di euro

Al centro dell’inchiesta c’è un presunto sistema fraudolento che, secondo la ricostruzione investigativa, avrebbe consentito di richiedere crediti d’imposta inesistenti per circa 100 milioni di euro. Il meccanismo sarebbe partito dalla documentazione relativa a lavori di ristrutturazione realmente effettuati presso due condomini situati a Trani.

Gli indagati avrebbero acquisito fatture, certificazioni, asseverazioni relative all’efficientamento energetico e alla riduzione del rischio sismico, contratti di appalto, titoli abilitativi, comunicazioni all’ENEA e altra documentazione tecnico-amministrativa collegata agli interventi realmente eseguiti.

Successivamente, secondo gli investigatori, la documentazione sarebbe stata modificata sostituendo il nome dell’effettiva impresa esecutrice con quello di società considerate fittizie. Attraverso strutture societarie localizzate in Toscana, Abruzzo e Puglia sarebbero così stati creati ulteriori cantieri esistenti soltanto sulla carta, ai quali attribuire formalmente lavori e relative agevolazioni fiscali.

35 milioni bloccati dall’Agenzia delle Entrate

Una prima parte dei crediti contestati, pari a circa 35 milioni di euro, era stata intercettata dal sistema informatico di prevenzione dell’Agenzia delle Entrate. Il blocco avrebbe impedito fin dall’origine la formazione dei crediti fiscali ritenuti falsi.

Altri 30 milioni di euro, presenti nei cassetti fiscali delle società utilizzate nell’operazione e ancora non ceduti o compensati, erano stati sottoposti a sequestro d’urgenza su richiesta delle Procure di Firenze e Teramo.

Una quota ulteriore, con un valore nominale vicino ai 30 milioni di euro, sarebbe invece stata ceduta dagli indagati a soggetti terzi per un valore effettivo di circa 20 milioni. Tra gli acquirenti figurerebbero banche e altri operatori economici che, secondo quanto riferito dagli investigatori, sarebbero stati inconsapevoli della presunta natura fittizia dei crediti.

Immobili, quote societarie e denaro sotto sequestro

Le attività eseguite dalla Guardia di Finanza hanno riguardato perquisizioni e sequestri preventivi, anche per equivalente, su immobili, partecipazioni societarie e disponibilità liquide. L’obiettivo è raggiungere l’importo indicato nel provvedimento cautelare, superiore a 17,6 milioni di euro.

Le indagini patrimoniali sono state condotte sia in Italia sia all’estero. Attraverso i canali di cooperazione giudiziaria e di polizia, con il supporto di Eurojust, gli investigatori avrebbero ricostruito operazioni di riciclaggio e autoriciclaggio utilizzate per occultare il presunto profitto in diversi Paesi dell’Unione europea.

Gli accertamenti hanno interessato in particolare Lituania, Olanda e Slovacchia, dove sarebbero state individuate movimentazioni collegate alle somme oggetto dell’inchiesta.

Il provvedimento è stato adottato nella fase delle indagini preliminari ed è impugnabile nelle forme previste dalla legge. Le cinque persone coinvolte devono quindi essere considerate presunte innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.