Addio a Gian Franco Gensini, pioniere della cardiologia a Careggi
30/04/2026
È morto il professor Gian Franco Gensini, figura centrale della medicina fiorentina e nazionale, pioniere nella prevenzione e nella cura delle malattie cardiovascolari e tra i principali innovatori della sanità pubblica in Toscana. A ricordarlo sono l’Azienda ospedaliero-universitaria Careggi e l’Università di Firenze, istituzioni nelle quali Gensini ha studiato, lavorato e formato generazioni di medici, lasciando un’impronta profonda nell’organizzazione dell’assistenza e nella cultura della cura.
La rete delle emergenze cardiologiche in Toscana
Il nome di Gensini è legato in modo particolare alla nascita e allo sviluppo della rete delle emergenze cardiologiche della Toscana, un modello che ha contribuito a rendere più tempestiva ed efficace la presa in carico dei pazienti colpiti da eventi cardiovascolari acuti. La sua intuizione fu quella di costruire percorsi assistenziali capaci di ridurre i tempi di intervento e collegare competenze, strutture e territori in una logica integrata.
Quel sistema, fondato sull’idea che nelle patologie tempo-dipendenti ogni minuto possa fare la differenza, è diventato un riferimento scientifico e assistenziale anche oltre i confini regionali. La memoria del professore resta legata proprio a questa visione: una sanità in grado di anticipare i bisogni, organizzare le risposte e trasformare la ricerca in soluzioni concrete per i malati.
Careggi lo ricorda come un medico e uno studioso animato da dedizione totale verso pazienti, studenti e colleghi. A lui viene riconosciuto un contributo determinante alla nascita e allo sviluppo del Servizio sanitario regionale, oltre che alla costruzione di una scuola medica più consapevole, moderna e aperta all’innovazione.
Preside a Firenze e protagonista della sanità nazionale
Gensini è stato professore ordinario di Medicina interna e, per molti anni, preside della Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università di Firenze. Nel corso della sua carriera ha ricoperto incarichi di rilievo scientifico e istituzionale, partecipando alla definizione di linee guida, modelli organizzativi e percorsi di cura in diversi ambiti della medicina.
È stato membro del Consiglio nazionale della ricerca del Ministero della Salute, past president della Fondazione Smith-Kline e della Fondazione Gabriele Monasterio di Pisa. Ha coordinato l’Advisory Board dell’Istituto Superiore di Sanità per il Sistema nazionale linee guida ed è stato direttore scientifico della Fondazione Don Carlo Gnocchi, IRCCS di Firenze.
Tra i numerosi incarichi figurano anche il coordinamento generale del gruppo di lavoro Spread per le linee guida italiane sull’ictus cerebrale, la presidenza della Società italiana per lo studio dell’emostasi e della trombosi e quella della Società italiana medici manager. È stato inoltre membro del Comitato scientifico dell’Istituto Superiore di Sanità, confermando un profilo professionale capace di unire attività clinica, ricerca, organizzazione sanitaria e responsabilità istituzionale.
Telemedicina, simulazione e musica in ospedale
La sua attività non si è limitata alla cardiologia. Gensini è stato fondatore e presidente della Digital SIT, Società italiana di telemedicina e sanità elettronica, e della Società italiana di simulazione in medicina. Ha fondato e presieduto anche l’Italian Heart Failure Association ed è stato responsabile scientifico della Rete regionale per l’insufficienza cardiaca della Toscana, oltre che direttore scientifico di Multimedica Milano.
Accanto al profilo scientifico, emerge quello di un uomo attento alla dimensione culturale e umana della cura. Nel 1999 promosse e fondò “Careggi in Musica”, iniziativa pensata per portare concerti di musica classica dentro l’ospedale, rivolgendosi ai pazienti, ai loro familiari e agli operatori sanitari. Centinaia di appuntamenti hanno trasformato gli spazi di cura in luoghi attraversati anche dall’ascolto, dalla bellezza e dalla relazione.
Fino all’ultimo Gensini ha dedicato il proprio impegno allo studio e all’applicazione del paradigma One Health, con particolare attenzione alla ristrutturazione dei programmi didattici nei corsi sanitari. Firenze e il mondo della medicina salutano così uno scienziato che ha saputo leggere il futuro della sanità dentro il lavoro quotidiano per i pazienti, lasciando un’eredità fatta di metodo, visione e responsabilità pubblica.
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