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Turismo Toscana, approvata la legge su extra-alberghiero e affitti brevi

11/06/2026

Turismo Toscana, approvata la legge su extra-alberghiero e affitti brevi

Il Consiglio regionale della Toscana ha approvato a maggioranza la proposta di legge che modifica le norme su strutture ricettive extra-alberghiere, professioni turistiche e somministrazione di alimenti e bevande nelle strutture alberghiere, intervenendo sulla legge regionale 61/2024 e sulla legge regionale 62/2018.

Voto favorevole della maggioranza, contrari FdI e Forza Italia

Il provvedimento è passato con i voti favorevoli di Pd, Casa Riformista, Avs e Movimento 5 Stelle. Hanno votato contro Fratelli d’Italia e Forza Italia. Durante la seduta sono stati approvati anche due ordini del giorno presentati da Forza Italia, entrambi votati all’unanimità.

Il primo impegna la Giunta regionale a rafforzare, attraverso Toscana Promozione Turistica, le attività dedicate all’accessibilità turistica. L’obiettivo è promuovere percorsi alternativi per famiglie con persone con disabilità, turisti con esigenze specifiche, anziani e famiglie con passeggino, anche attraverso una campagna pubblicitaria dedicata e il coinvolgimento delle comunità turistiche locali.

Il secondo ordine del giorno prevede una verifica degli effetti del nuovo Testo unico del turismo attraverso la commissione consiliare competente, con approfondimenti e audizioni da concludere entro dicembre 2026. Il consigliere Marco Stella ha auspicato la creazione di un gruppo di lavoro specifico, proposta accolta positivamente dalla presidente della commissione Sviluppo economico e rurale, Brenda Barnini.

Le modifiche dopo la sentenza della Corte costituzionale

La legge si è resa necessaria dopo una sentenza della Corte costituzionale del 2025, che aveva dichiarato illegittime alcune norme relative all’accompagnatore turistico e alla guida ambientale. Il testo recepisce inoltre le indicazioni della Consulta sulle professioni di maestro di sci e guida alpina, introducendo anche una disciplina regionale per la figura dell’accompagnatore di media montagna.

Il provvedimento interviene poi sulle strutture extra-alberghiere, sulle locazioni turistiche brevi, sulla cessazione delle attività e sulle informazioni relative all’accessibilità. Tra le novità più rilevanti c’è l’eliminazione dell’obbligo di dimezzare la capacità ricettiva massima per affittacamere e bed and breakfast collocati nello stesso edificio, misura introdotta anche per tutelare i diritti acquisiti.

Approvati anche emendamenti di Pd e Casa Riformista che estendono alcune condizioni previste dalla legge 61/2024 sia alle attività esercitate da persone fisiche sia a quelle svolte in forma societaria o tramite altri soggetti collettivi. Per alcune attività resta possibile procedere, entro il 30 dicembre 2027, al mutamento della destinazione d’uso verso quella turistico-ricettiva, anche in deroga agli strumenti urbanistici comunali.

Il confronto politico in Aula

Barnini ha definito il provvedimento il risultato di un percorso di approfondimento costruito a partire dal Testo unico del turismo, approvato nella scorsa legislatura. Secondo la presidente della commissione, la Corte costituzionale ha confermato la legittimità dell’impianto regionale, riconoscendo alla Toscana la possibilità di intervenire sui limiti relativi agli affitti brevi e sulle destinazioni d’uso urbanistiche.

Dai banchi dell’opposizione, Fratelli d’Italia e Forza Italia hanno contestato il testo. Luca Minucci ha sostenuto che colpire gli affitti brevi non risolve il problema della residenzialità e rischia di comprimere la proprietà privata, soprattutto nei territori diversi da Firenze. Alessandro Capecchi ha parlato di una norma che non rafforza la competitività, non tutela l’ospitalità diffusa e complica un quadro già delicato.

Anche Marco Stella ha criticato l’impianto della legge, sostenendo che la domanda turistica richiede strutture extra-alberghiere e che il nuovo assetto rischia di penalizzare Firenze e i piccoli comuni. Di segno opposto l’intervento di Lorenzo Falchi di Avs, secondo cui la regolazione serve a evitare che il mercato immobiliare resti privo di vincoli, con effetti di spopolamento e trasformazione sociale dei quartieri.

Marras: “Non siamo contro il turismo”

Nel dibattito sono intervenuti anche Francesco Casini di Casa Riformista, che ha sottolineato il valore della disciplina transitoria e la necessità di un approccio pragmatico, e Andrea Vannucci del Pd, che ha difeso il Testo unico come riforma utile a rendere le città più accessibili e a valorizzare il ruolo dei Comuni.

In chiusura, l’assessore regionale Leonardo Marras ha spiegato che la modifica non nasce da un ritardo, ma dalla scelta di confermare l’impianto del Testo unico. Per Marras, il nodo non riguarda soltanto i valori immobiliari, ma il rapporto tra turismo, impresa e lavoro. L’assessore ha respinto l’accusa di un atteggiamento ostile verso il settore, ribadendo che la Regione intende regolare il turismo senza colpire le imprese.

La legge conferma quindi la destinazione d’uso turistico-ricettiva per l’extra-alberghiero, introduce correttivi e norme transitorie, e apre una fase di monitoraggio sugli effetti del Testo unico. Il confronto politico, però, resta aperto: al centro ci sono l’equilibrio tra turismo e residenza, il ruolo dei Comuni, la tutela della proprietà privata e la necessità di mantenere competitiva l’offerta ricettiva toscana.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.