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Firenze, il Garante chiede tutele per i minori stranieri soli

27/07/2026

Firenze, il Garante chiede tutele per i minori stranieri soli

Non interrompere i percorsi scolastici, educativi e sociali già avviati dai minori stranieri non accompagnati presenti in Toscana e nel resto d’Italia. È la richiesta rivolta al Parlamento dal Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, Stefano Scaramelli, intervenuto sugli effetti del Decreto-Legge 12 giugno 2026, n. 100 e del Disegno di Legge sull’immigrazione n. 1869, attualmente all’esame del Senato.

Preoccupazione per la riduzione del prosieguo amministrativo

Secondo il Garante, le disposizioni in discussione potrebbero indebolire il sistema di protezione costruito per accompagnare i ragazzi arrivati soli in Italia durante il passaggio alla maggiore età. L’attenzione si concentra soprattutto sul cosiddetto prosieguo amministrativo, disciplinato dall’articolo 13 della legge 47 del 2017, conosciuta come “Legge Zampa”.

Lo strumento consente al Tribunale per i minorenni di prolungare fino al compimento dei 21 anni l’accompagnamento educativo e sociale nei confronti dei giovani che, una volta maggiorenni, necessitano ancora di sostegno per completare il proprio percorso di autonomia. Il nuovo disegno di legge, secondo quanto evidenziato dal Garante toscano, ridurrebbe questa possibilità fino al diciannovesimo anno d’età.

Scaramelli teme che una limitazione generalizzata possa interrompere esperienze di integrazione costruite nel tempo attraverso la scuola, la formazione professionale, l’apprendimento della lingua, l’inserimento lavorativo e il supporto delle comunità di accoglienza. La perdita anticipata delle tutele, ha osservato, rischierebbe di lasciare senza riferimenti giovani ancora vulnerabili nel momento del passaggio alla vita adulta.

Accertamento dell’età, chieste garanzie multidisciplinari

Un secondo elemento di preoccupazione riguarda le procedure accelerate di screening e accertamento dell’età previste dal decreto 100 del 2026 nelle aree di frontiera. Il Garante chiede che ogni valutazione venga condotta attraverso un approccio multidisciplinare, evitando automatismi basati esclusivamente su accertamenti sanitari o amministrativi.

In assenza di garanzie adeguate, secondo Scaramelli, alcuni adolescenti potrebbero essere considerati maggiorenni già al momento dell’arrivo, con la conseguente esclusione dalle misure specifiche riservate alle persone di minore età. La valutazione dovrebbe invece considerare condizioni fisiche e psicologiche, storia personale, documentazione disponibile e vulnerabilità individuali.

Il Garante invita quindi il Parlamento a esaminare l’impatto concreto delle nuove norme prima della conversione del decreto e dell’approvazione definitiva del disegno di legge. La gestione amministrativa delle migrazioni, sostiene, non dovrebbe determinare una riduzione delle garanzie riconosciute dall’ordinamento ai bambini e agli adolescenti.

Il ruolo delle comunità e dei tutori volontari

Nel suo intervento Scaramelli ha richiamato il lavoro svolto in Toscana dalle strutture di accoglienza e dai tutori volontari, figure che affiancano i minori soli nei rapporti con le istituzioni, i servizi sanitari, le scuole e gli uffici amministrativi.

Una modifica improvvisa della durata delle tutele potrebbe vanificare mesi di attività dedicate alla costruzione di percorsi individuali. Il rischio indicato è che ragazzi privi di una rete familiare vengano spinti verso condizioni di isolamento, irregolarità o marginalità sociale, proprio quando necessitano di un sostegno legale e umano stabile.

Il Garante regionale ha annunciato che continuerà a confrontarsi con istituzioni, associazioni e soggetti impegnati nell’accoglienza per difendere il sistema della tutela volontaria. La richiesta rivolta alle autorità nazionali è di preservare i percorsi già iniziati e di garantire che le procedure di frontiera rispettino la situazione personale di ciascun giovane.

Appello al Parlamento prima del voto definitivo

Scaramelli ha chiesto che la conversione del decreto e l’esame del DDL Immigrazione siano accompagnati da una valutazione approfondita delle conseguenze sui minori stranieri non accompagnati. La protezione dell’infanzia, ha affermato, deve restare separata da logiche emergenziali e da interventi amministrativi applicati in maniera automatica.

L’obiettivo indicato dal Garante è mantenere un sistema capace di accompagnare i ragazzi verso l’autonomia senza cancellare il lavoro compiuto da educatori, scuole, servizi sociali e tutori. Il confronto parlamentare dovrà ora stabilire se e in quale forma modificare le disposizioni contestate prima della loro approvazione definitiva.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to