Diga di Montedoglio in esercizio: 130 milioni di metri cubi
12/06/2026
La diga di Montedoglio entra in esercizio ordinario e mette oltre 130 milioni di metri cubi d’acqua al servizio della Valtiberina toscana e umbra, con ricadute dirette sui Comuni aretini di Anghiari, Pieve Santo Stefano, Caprese Michelangelo e Sansepolcro.
La cerimonia con Toscana, Umbria ed Eaut
Alla cerimonia per l’avvio dell’esercizio ordinario, che si è svolta giovedì 11 giugno a Montedoglio, ha partecipato una rappresentanza della commissione Sviluppo economico e rurale del Consiglio regionale della Toscana. Erano presenti la presidente Brenda Barnini, del Partito democratico, e i commissari Gabriele Veneri, di Fratelli d’Italia, e Roberta Casini, del Partito democratico, espressione del territorio aretino.
La commissione ha risposto all’invito dei vertici di Eaut, l’Ente acque umbro-toscane, rappresentato dal direttore Andrea Canali e dal presidente Simone Viti. Alla giornata hanno preso parte anche i presidenti delle Regioni Toscana e Umbria, Eugenio Giani e Stefania Proietti, insieme agli assessori regionali toscani all’economia e alle infrastrutture, Leonardo Marras e Filippo Boni.
L’avvio del regime ordinario segna un passaggio atteso da anni per una delle infrastrutture idriche più rilevanti dell’Italia centrale. L’invaso diventa ora pienamente operativo per usi civili, agricoli e ambientali, in un’area dove la disponibilità d’acqua rappresenta un elemento decisivo per la sicurezza del territorio e per la tenuta delle attività produttive.
Barnini: “Un traguardo storico per la risorsa idrica”
Per Brenda Barnini, presidente della commissione Sviluppo economico e rurale, l’entrata in esercizio della diga rappresenta un “traguardo storico”. Chi immaginò la realizzazione dell’opera, ha spiegato, ebbe una visione lungimirante, capace di guardare ai bisogni futuri del territorio.
Secondo Barnini, la piena operatività dell’invaso garantirà benefici sulla qualità della risorsa idrica, sulla sostenibilità ambientale e sulla sostenibilità economica. L’acqua di Montedoglio potrà infatti raggiungere una parte fondamentale della Toscana con costi più contenuti e con un minore impatto ambientale, risultando essenziale sia per le imprese agricole sia per gli usi civili.
La presidente ha sottolineato anche la complessità dell’opera, definendola una dimostrazione della possibilità di realizzare infrastrutture difficili dal punto di vista ingegneristico. I vent’anni necessari per arrivare alla conclusione del collaudo raccontano, secondo Barnini, la portata dell’intervento e la necessità di programmare con largo anticipo opere capaci di rispondere ai cambiamenti climatici e alla crescente pressione sulla risorsa idrica.
Acqua per agricoltura, abitazioni e sicurezza del territorio
Gabriele Veneri ha evidenziato il valore della diga per il mondo agricolo e per le abitazioni della provincia di Arezzo e di una parte della Val di Chiana senese. L’infrastruttura, costruita più di cinquant’anni fa, oggi consente di disporre di acqua di elevata qualità e comincia finalmente a servire in modo pieno anche le esigenze dell’agricoltura.
Per Veneri, senza disponibilità idrica le aziende agricole non possono essere competitive né rispondere alle richieste del mercato. Nei prossimi mesi e anni, ha aggiunto, sarà necessario lavorare sulla diffusione dell’acqua alle categorie agricole, con nuovi investimenti e finanziamenti attesi per la Val di Chiana.
Roberta Casini ha parlato di grande soddisfazione per l’avvio del regime ordinario di una risorsa importante per Toscana e Umbria. L’invaso, ha osservato, contribuisce a mettere in sicurezza il territorio sia dal punto di vista idraulico sia da quello irriguo, con effetti anche sulla disponibilità di acqua potabile di qualità.
Prossimi investimenti verso Valdichiana, Capolona e Subbiano
La gestione dell’acqua viene indicata dai consiglieri regionali come una delle sfide principali per il futuro. Montedoglio diventa così un esempio di programmazione infrastrutturale capace di prevenire criticità e ridurre il rischio di emergenze legate alla carenza idrica.
Casini ha richiamato la necessità di completare gli interventi nella Valdichiana senese e poi nelle aree di Capolona e Subbiano, verso le quali si stanno già valutando nuove risorse per estendere la rete. L’obiettivo è rendere più capillare l’utilizzo dell’acqua dell’invaso e rafforzare la capacità del territorio di affrontare periodi di siccità o picchi di domanda.
L’esercizio ordinario della diga di Montedoglio arriva in un momento in cui cambiamento climatico, agricoltura e sicurezza idraulica sono al centro delle politiche pubbliche. Per la Valtiberina e per le aree collegate all’infrastruttura, i 130 milioni di metri cubi dell’invaso rappresentano una riserva strategica per abitazioni, imprese, campi coltivati e gestione sostenibile del territorio.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to