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Scandicci, via libera al Parco della Biodiversità da 12 ettari

30/04/2026

Scandicci, via libera al Parco della Biodiversità da 12 ettari

La Giunta comunale di Scandicci ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica del primo lotto del Parco Urbano della Biodiversità, un’area di circa 12 ettari destinata a diventare uno degli interventi più rilevanti del nuovo centro cittadino. La consegna dei lavori è prevista entro la fine dell’estate, con una prima fase dedicata alla forestazione, alla tutela degli ecosistemi esistenti e alla realizzazione dei percorsi di accesso e attraversamento.

Oltre 2,4 milioni per la prima fase del parco

L’intervento è sostenuto da un finanziamento di oltre 2,2 milioni di euro della Regione Toscana, a cui si aggiungono 250 mila euro stanziati dal Comune di Scandicci. Le risorse coprono la progettazione complessiva e la realizzazione del primo lotto, considerato il passaggio iniziale di uno sviluppo progressivo dell’intero parco.

Il Parco Urbano della Biodiversità comprende l’area dell’ex CNR, recentemente acquisita dall’Amministrazione comunale, e il parco del Castello dell’Acciaiolo, inseriti in una visione unitaria. L’obiettivo è creare una grande infrastruttura verde capace di unire ricerca ecologica, formazione, sport, cultura, socialità e fruizione quotidiana da parte dei cittadini.

La posizione dell’area rafforza il valore strategico del progetto. L’ingresso principale sarà a circa cento metri dalla fermata “Villa Costanza” della tramvia, rendendo il parco facilmente raggiungibile anche con il trasporto pubblico. Nella visione del Comune, lo spazio diventerà un nodo di connessione tra le colline, il parco di Poggio Valicaia, gli Orti della Biodiversità di Vingone, le vie d’acqua e il tessuto urbano.

Previsti 950 alberi, 1.950 arbusti e percorsi accessibili

Il primo lotto prevede un importante intervento di forestazione urbana, con il ripristino e la salvaguardia del patrimonio arboreo, vegetale, faunistico e della biodiversità già presenti nell’area. Saranno messi a dimora 950 alberi e 1.950 arbusti, insieme alla realizzazione di un impianto di irrigazione e di un sistema digitale avanzato di monitoraggio ambientale.

I sensori serviranno a controllare le prestazioni ecologiche del parco e il suo contributo all’assorbimento delle emissioni. Il progetto introduce quindi una dimensione scientifica e gestionale che affianca la funzione pubblica dello spazio verde, trasformandolo in un laboratorio vivente per lo studio della biodiversità e degli effetti della forestazione urbana.

Tra le opere previste figurano percorsi ciclopedonali primari in calcestruzzo drenante colorato, accessibili anche alle persone con disabilità, e percorsi secondari in terra stabilizzata. Il sistema sarà completato da panchine, arredi, illuminazione e cartellonistica informativa, così da rendere il parco percorribile, leggibile e utilizzabile fin dalla prima fase.

Dalle serre alla torre panoramica: gli sviluppi futuri

Il progetto complessivo prevede, nelle fasi successive, ulteriori spazi e strutture pensati per ampliare le funzioni del parco. Sono indicati una piattaforma per spettacoli ed eventi culturali, una torre panoramica, giochi d’acqua, aree ludiche, un punto ristoro e spazi per chioschi.

Accanto alle funzioni ricreative, il piano include serre abitabili dedicate allo studio, alla formazione e alla partecipazione, insieme a elementi con forte valore ecologico e didattico, come una zona umida e un “hotel degli insetti”. Il parco sarà quindi concepito come uno spazio aperto, ma anche come luogo di apprendimento, osservazione, cura ambientale e coinvolgimento della comunità.

La sindaca Claudia Sereni definisce il Parco Urbano della Biodiversità “il cuore del nuovo centro di Scandicci”, un luogo pensato per ospitare habitat diversificati e per bilanciare tutela ambientale e rigenerazione urbana. La prima cittadina richiama anche il passaggio del gennaio 2025, quando la ricomposizione fondiaria ha consentito al Comune di entrare nella proprietà dell’area ex CNR, aprendo la strada alla realizzazione dell’intervento.

Per l’assessore alla Transizione ecologica, alla Rigenerazione urbana e alla Prossimità, Saverio Mecca, il progetto rappresenta una nuova infrastruttura ecologica pubblica, costruita attorno a biodiversità, ricerca, educazione, benessere e qualità urbana. La prima fase, secondo l’Amministrazione, mette al centro anche la gestione sostenibile dell’acqua, la permeabilità dei suoli, il drenaggio e la mitigazione del rischio idraulico, in una prospettiva di adattamento climatico.

Il percorso partecipativo avviato con la cittadinanza continuerà a orientare le prossime fasi. L’obiettivo dichiarato è fare del parco uno spazio condiviso, inclusivo e rappresentativo della città, capace di essere vissuto ogni giorno e di crescere nel tempo con il contributo dei cittadini.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to