Ex Ospedale San Gallo, Palagi chiede verifiche sulle distanze
30/04/2026
Sinistra Progetto Comune torna sul progetto di trasformazione dell’ex Ospedale Militare San Gallo di Firenze e annuncia una nuova interrogazione urgente sulle distanze tra il cantiere e gli edifici confinanti. A sollevare il caso è Dmitrij Palagi, che richiama gli atti approvati dal Consiglio comunale, i permessi di costruire rilasciati e la mobilitazione dei residenti, chiedendo all’Amministrazione risposte pubbliche e scritte sui profili tecnici dell’intervento.
Il progetto approvato nel 2020 e il PUC del 2022
La vicenda urbanistica dell’area AT 12.43, corrispondente all’ex Ospedale Militare San Gallo, risale alla variante al Regolamento Urbanistico approvata dal Consiglio comunale di Firenze il 1° giugno 2020. In quella seduta i voti favorevoli furono venti, mentre i contrari furono due: quelli di Sinistra Progetto Comune, allora rappresentata da Antonella Bundu e Dmitrij Palagi.
Lo stesso schema si ripeté il 23 maggio 2022, quando l’aula approvò il Progetto Unitario Convenzionato. Anche in quel caso i voti favorevoli furono venti e i contrari due. Il gruppo di Sinistra Progetto Comune presentò dieci emendamenti, tutti respinti dalla maggioranza di centrosinistra.
Secondo quanto ricostruito da Palagi, il progetto prevede la trasformazione dell’ex complesso ospedaliero in un intervento da oltre 15.000 metri quadrati di Superficie Utile Lorda, con il 63% destinato a uso turistico-alberghiero. Una scelta che, nella lettura politica del gruppo, conferma un’impostazione orientata alla valorizzazione immobiliare e alla ricettività di fascia alta, anziché alla residenza.
Distanze dagli edifici confinanti al centro della nuova richiesta
Il PUC approvato è composto da 28 elaborati tecnici. Tra i documenti citati da Sinistra Progetto Comune figurano la tavola SA_Q01_r0, relativa all’estratto catastale, la tavola SP_P05_r0 sulle superfici di progetto al piano terra e interrato, e le Norme Tecniche di Attuazione NT_A01_r4. A questi si aggiungono i due permessi di costruire già rilasciati: il numero 557/2023 per le demolizioni e il numero 299/2024 per la ricostruzione.
Il 26 gennaio 2026 il gruppo ha presentato un’interrogazione urgente sul cantiere. La risposta dell’assessora Caterina Biti è arrivata il 24 marzo 2026 con la nota n. 00126/2026, alla quale era allegato un documento tratto dagli atti approvati. In quell’allegato, a proposito del nuovo Blocco O, si legge che le distanze dagli edifici contermini si attestano tra 13 e 16 metri, con riferimento al decreto ministeriale 1444 del 1968, che prevede il limite minimo di 10 metri tra pareti finestrate.
Per Palagi, però, quel passaggio non chiarisce in modo sufficiente a quali edifici confinanti si riferiscano le misurazioni e non richiama l’intero quadro documentale. La questione, sostiene il consigliere, è tecnicamente articolata perché dipende dalla natura dei singoli fabbricati adiacenti, dalla loro tipologia e dalla destinazione d’uso. Da qui la richiesta di approfondire pubblicamente il tema, evitando risposte parziali o non verificabili dalla cittadinanza.
Chieste risposte scritte e un confronto in Quartiere 1
La nuova interrogazione urgente annunciata da Sinistra Progetto Comune chiederà all’Amministrazione di indicare le distanze reali da ciascun edificio confinante, di precisare su quali immobili sia stata verificata la conformità al DM 1444/1968 e di chiarire quali controlli siano stati avviati, o si intendano avviare, dopo le sollecitazioni arrivate dai residenti.
Palagi rivendica inoltre il ruolo delle sedi elettive. Il gruppo chiede la convocazione del Consiglio di Quartiere 1, aperto alla residenza, per discutere dell’impatto del cantiere sul rione. Viene sollecitato anche un approfondimento pubblico in Commissione consiliare 3, competente sul territorio, per esaminare aspetti tecnici e procedurali del progetto.
Secondo Sinistra Progetto Comune, una trasformazione urbanistica di questa dimensione non può essere affrontata soltanto sul piano giudiziario o attraverso risposte amministrative considerate insufficienti. Il confronto, per il gruppo, deve tornare nelle istituzioni cittadine, con documenti accessibili, verifiche puntuali e un dialogo diretto con chi vive nell’area interessata dai lavori.
La posizione politica resta quella espressa già nel 2020 e nel 2022: contrarietà a un intervento ritenuto sbilanciato verso la rendita immobiliare e la funzione turistico-alberghiera. Per Palagi, il caso San Gallo richiama una questione più ampia sul futuro del centro storico di Firenze, sul rapporto tra residenza e turismo e sulla necessità che le scelte urbanistiche siano discusse in modo trasparente nelle sedi democratiche della città.
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