Trecciaiole, 130 anni dallo sciopero: eventi tra Signa e Scandicci
13/05/2026
Il 130° anniversario dello sciopero delle trecciaiole del 1896 sarà ricordato con un cartellone di iniziative tra Signa, Scandicci e Lastra a Signa, dedicato alla memoria del lavoro femminile, ai diritti e alla dignità. Il programma, intitolato “Una storia di dignità”, è promosso dai tre Comuni insieme all’Associazione Museo della Paglia Domenico Michelacci e alla Proloco della Piana-Badia a Settimo.
La protesta del 1896 e il valore del lavoro femminile
La presentazione ufficiale si è svolta nella Sala Pistelli della Città Metropolitana di Firenze, dove amministratori e associazioni hanno richiamato una vicenda centrale per la storia sociale della Piana fiorentina. Tra il 16 e il 20 maggio 1896 le trecciaiole della paglia, attive tra Brozzi, Signa e l’area circostante, si ribellarono al drastico taglio dei salari, sostenendo per settimane una mobilitazione riassunta nella richiesta di “pane e lavoro”.
Fu una delle prime grandi mobilitazioni femminili organizzate in Italia. Non riguardava soltanto la paga, ma il riconoscimento del valore di un mestiere, della qualità prodotta con le mani e del ruolo delle donne in un sistema economico che spesso rendeva invisibile il loro contributo. Per questo il filo della memoria torna oggi a intrecciarsi con temi ancora aperti: lavoro femminile, diritti, salari, precarietà e dignità delle persone.
Sereni: “Una storia che parla ancora al presente”
La sindaca di Scandicci e consigliera metropolitana con delega a Lavoro, Cultura e Legalità, Claudia Sereni, ha definito quella delle trecciaiole una storia capace di segnare l’intero territorio della Piana e in particolare Signa. Sereni ha richiamato il valore della memoria come strumento per leggere problemi che si ripresentano, dal lavoro femminile al riconoscimento del saper fare.
La sindaca ha collegato quella vicenda anche al dibattito contemporaneo sul Made in Italy e sulle trasformazioni produttive. Secondo Sereni, il territorio conosce oggi dinamiche che rischiano di indebolire il valore autentico delle competenze artigiane e manifatturiere. Le trecciaiole, già nel 1896, denunciavano il mancato riconoscimento del lavoro e delle persone: una questione che torna con forza anche nelle filiere attuali.
Il Museo della Paglia e il nuovo archivio consultabile
Per il sindaco di Signa, Giampiero Fossi, lo sciopero ebbe l’effetto di un detonatore sociale, capace di modificare la percezione del lavoro femminile e la coscienza collettiva del territorio. Non fu soltanto una protesta contro il taglio dei salari, ma una presa di consapevolezza fondata su riscatto sociale e orgoglio professionale.
Fossi ha ricordato il percorso di ricerca avviato già trent’anni fa e oggi rafforzato dal lavoro del Museo Civico della Paglia. Il sindaco ha annunciato la costituzione organica di un archivio consultabile dedicato all’arte della paglia, alla documentazione sulle trecciaiole e alle loro rivendicazioni. Nuovi materiali e archivi in arrivo permetteranno di ampliare la ricostruzione storica di una vicenda che continua a parlare al territorio.
L’assessore alla cultura di Lastra a Signa, Massimo Galli, ha richiamato il legame profondo tra la lavorazione della paglia e le famiglie lastrigiane, sottolineando la necessità di riportare sotto i riflettori il lavoro delle trecciaiole, spesso sfruttate e mal pagate. Il presidente della Proloco della Piana-Badia a Settimo, Dario Grossi, ha ricordato invece il ritrovamento di documenti e lettere del 1911 indirizzate al sindaco di Casellina e Torri, da cui è nato un nuovo contributo di ricerca.
Mostre, teatro, talk e festival fino a settembre
La presidente dell’Associazione Museo della Paglia Domenico Michelacci, Angelita Benelli, ha evidenziato la ricchezza della documentazione storica disponibile sulla protesta. La commissione di studio convocata all’epoca consentì di approfondire le ragioni dello sciopero e le condizioni di vita delle lavoratrici. Oggi quelle carte permettono di rileggere la mobilitazione alla luce di questioni attuali come salario minimo, precarietà e dignità del lavoro.
Il cartellone prenderà avvio con la conferenza inaugurale del 15 maggio alle 16.30 al Museo Civico della Paglia di Signa, seguita dall’inaugurazione della mostra “Fili di memoria. Trame di futuro”. Il programma proseguirà con incontri nelle scuole, spettacoli teatrali come “Pane e Lavoro…”, talk sul lavoro invisibile femminile, esposizioni dedicate alla paglia e ai cappelli, camminate tematiche e iniziative culturali nei tre Comuni.
Tra gli appuntamenti principali figurano il talk “Dalle trecciaiole ai diritti delle donne” il 29 maggio a Signa, la tappa della mostra a Lastra a Signa il 10 luglio, gli eventi di settembre alla Proloco della Piana-Badia a Settimo e il festival “Effimera”, in programma il 20 e 21 settembre tra il Museo Civico della Paglia e il Parco dei Renai. Il percorso si chiuderà il 30 settembre con la premiazione del concorso artistico. Un calendario diffuso che unisce memoria, arti, ricerca storica e partecipazione civica, riportando al centro la forza di una mobilitazione femminile nata dal lavoro e dalla dignità.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.