Affitti brevi a Firenze, Del Re: regolamento sul modello Barcellona
16/05/2026
La sentenza del Tar Toscana sugli affitti brevi riapre il confronto politico a Firenze sulla disciplina comunale delle locazioni turistiche e sul rapporto tra regolamento, autorizzazioni e variante urbanistica. La capogruppo di Firenze Democratica, Cecilia Del Re, ha accolto positivamente la parte della decisione che riconosce ai Comuni la possibilità di rilasciare autorizzazioni attraverso un regolamento dedicato, ma ha espresso perplessità sulla pronuncia relativa alla variante urbanistica.
La richiesta: superare le rendite di posizione
Secondo Del Re, la decisione del Tar si inserisce nel solco della recente giurisprudenza costituzionale e conferma la possibilità per le amministrazioni comunali di dotarsi di strumenti regolamentari per governare il fenomeno degli affitti brevi. La capogruppo chiede ora che Firenze scelga un’impostazione ispirata al cosiddetto “modello Barcellona”, già proposto in Consiglio comunale attraverso un emendamento.
L’obiettivo indicato è evitare il consolidamento delle posizioni già esistenti e costruire una disciplina che guardi all’intero territorio cittadino, coinvolgendo tutti e cinque i quartieri. Per Del Re, il regolamento sugli affitti brevi, insieme alla legge regionale che attribuisce ai Comuni il potere di rilasciare autorizzazioni, rappresenta uno strumento sufficiente per intervenire sul settore senza riconoscere vantaggi automatici a chi ha già operato nel mercato turistico.
Le critiche alla parte urbanistica della decisione
La consigliera esprime invece dubbi sulla parte della pronuncia relativa alla variante urbanistica. A suo giudizio, il Tar Toscana non avrebbe considerato una sentenza della Corte costituzionale del 30 aprile, che ha dichiarato illegittime alcune disposizioni della legge regionale 51 del 20 agosto 2025, collegata al recepimento del decreto “Salva Casa”.
Del Re richiama in particolare il passaggio in cui la Corte distingue tra “condizioni” e “limitazioni” per i cambi d’uso, ritenendo che i Comuni possano imporre solo le prime. Da qui la valutazione politica e giuridica sulla possibile dissonanza tra la decisione del Tar e l’ultimo pronunciamento costituzionale in materia.
Il nodo della destinazione turistico-ricettiva
Al centro della posizione di Firenze Democratica c’è anche la critica al concetto di “residenza temporanea per turisti”, giudicato politicamente rischioso perché potrebbe consolidare una destinazione d’uso turistica per immobili che, fino alla variante del luglio 2024, erano stati affittati ai visitatori.
Del Re richiama inoltre le preoccupazioni espresse da Anci Toscana sulla revisione della normativa regionale sul turismo, in particolare rispetto alla possibilità di un cambio automatico di destinazione d’uso verso il turistico-ricettivo per attività extralberghiere già esistenti.
Secondo la capogruppo, il passaggio dovrà essere monitorato con attenzione per evitare che immobili con precedente destinazione residenziale, anche superiori ai 2.000 metri quadrati, possano ottenere una classificazione turistico-ricettiva senza voto del Consiglio comunale, senza oneri e in potenziale contrasto con i blocchi già introdotti.
Articolo Precedente
Firenze, aperte le iscrizioni fuori termine ai servizi 0-3 anni
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to