Scandicci, 700 studenti incontrano Saviano nel ricordo di Rossella Casini
07/05/2026
Settecento studenti della Città Metropolitana di Firenze hanno incontrato Roberto Saviano al Teatro Aurora di Scandicci per un confronto su criminalità organizzata, legalità e responsabilità civile, nel ricordo di Rossella Casini, giovane fiorentina riconosciuta dallo Stato come vittima della ’ndrangheta. L’iniziativa, promossa dalla Città Metropolitana di Firenze nell’ambito del progetto Einaudi “Lo struzzo a scuola”, ha coinvolto dieci istituti del territorio, tra nove scuole superiori e una scuola media.
Al centro dell’incontro, moderato dalla giornalista Lisa Ciardi, c’è stato “L’amore mio non muore”, l’ultimo romanzo di Saviano dedicato proprio alla storia di Rossella Casini. Lo scrittore e giornalista ha dialogato con i ragazzi, rispondendo alle loro domande sulla mafia, sulle scelte personali, sul coraggio necessario per opporsi alle ingiustizie e sulle conseguenze che può comportare il rifiuto della violenza criminale.
Il dialogo con gli studenti tra mafia, amore e responsabilità
Le domande degli studenti hanno dato vita a un confronto intenso, nel quale Saviano ha affrontato il tema della criminalità organizzata partendo anche dal concetto di amore, la forza che, nella sua ricostruzione narrativa, mosse Rossella Casini nelle scelte più difficili della sua vita. L’autore ha raccontato ai ragazzi anche passaggi della propria esperienza personale, segnata dalla vita sotto scorta dopo le sue inchieste e i suoi libri sulle mafie.
Durante l’incontro, Saviano ha richiamato anche il tema della droga, mettendo in guardia gli studenti dai danni provocati a chi ne fa uso e dal ruolo che il traffico di stupefacenti ha nell’arricchimento delle organizzazioni criminali. Il confronto ha così collegato la memoria di una vittima della ’ndrangheta ai comportamenti quotidiani, alle scelte individuali e alla consapevolezza dei meccanismi economici che alimentano i gruppi mafiosi.
La storia di Rossella Casini, vittima della ’ndrangheta
Rossella Casini era una studentessa universitaria fiorentina. Nel novembre 1977, a 21 anni, conobbe Francesco Frisina, studente calabrese fuorisede alla facoltà di Economia dell’Università di Siena. I due si innamorarono, ma Rossella scoprì poi che la famiglia del giovane aveva legami con una potente ’ndrina della Piana di Gioia Tauro.
Durante un soggiorno a Palmi, insieme ai genitori, Rossella si trovò coinvolta nel clima di una faida. Pur consapevole del pericolo, decise di non allontanarsi senza Francesco, convinta che il loro rapporto potesse spezzare quella catena di sangue. Il 22 febbraio 1981, dopo aver annunciato il rientro a casa, scomparve nel nulla. Da allora nessuno la vide più. Lo Stato l’ha riconosciuta come vittima della ’ndrangheta.
Le istituzioni al Teatro Aurora e la tappa alla scuola Rodari
All’incontro erano presenti Claudia Sereni, sindaca di Scandicci e consigliera metropolitana con delega alla Legalità, Alessandra Nardini, assessora regionale alla Scuola, Beatrice Barbieri, consigliera metropolitana con delega alla Programmazione della rete scolastica, Fiorenza Poli, assessora alla Pubblica istruzione del Comune di Scandicci, ed Emma Donnini, consigliera delegata della Metrocittà e sindaca di Fucecchio. In sala era presente anche un cugino di Rossella Casini, il cui padre era originario di Scandicci.
Claudia Sereni ha definito l’incontro un momento di grande valore civile e formativo, sottolineando l’importanza di offrire agli studenti un confronto diretto sui temi della giustizia e del contrasto alle mafie. Beatrice Barbieri ha richiamato il valore di una scuola capace di uscire dall’aula, ascoltare testimonianze forti e trasformare lettura, domande e discussione in strumenti di cittadinanza.
Dopo il confronto al Teatro Aurora, Saviano si è recato all’istituto comprensivo di Scandicci intitolato a Rossella Casini, dove ha incontrato gli alunni della scuola media Rodari. Per l’amministrazione, quella scuola rappresenta un luogo simbolico, unico in Italia, capace di tenere viva ogni giorno la memoria di Rossella e il valore dell’impegno contro le mafie.
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