Firenze, sensori smart su 5 ponti: monitoraggio continuo sulla rete stradale
23/04/2026
Centodiciotto sensori installati in quattro giorni lavorativi, senza bloccare del tutto la circolazione, per controllare in modo continuo cinque infrastrutture strategiche della rete viaria metropolitana. La Città Metropolitana di Firenze ha avviato un nuovo sistema di monitoraggio intelligente su ponti e viadotti, scegliendo un modello basato su sensoristica wireless e analisi dei dati che punta a rafforzare sicurezza, prevenzione e capacità di intervento. Il progetto, realizzato dalla startup milanese Displaid, viene indicato come uno dei primi esempi su scala nazionale in cui una Città Metropolitana adotta un sistema strutturato di osservazione tecnologica estesa alla propria rete infrastrutturale.
Un controllo continuo per prevenire criticità
Il sistema introdotto consente di rilevare spostamenti e vibrazioni delle strutture attraverso dispositivi installati direttamente sui ponti, con raccolta costante di dati aggiornati e oggettivi. Le informazioni vengono poi elaborate con algoritmi capaci di segnalare eventuali anomalie e di supportare decisioni rapide sul piano manutentivo. L’impostazione scelta supera quindi una logica basata soltanto sugli interventi successivi ai problemi, per puntare su una gestione condition-based, cioè fondata sul comportamento reale delle opere nel tempo.
L’installazione, completata nelle scorse settimane, rappresenta l’avvio di un percorso di manutenzione data-driven destinato a incidere sulla gestione futura delle infrastrutture pubbliche. L’obiettivo dichiarato è duplice: aumentare il livello di sicurezza e migliorare l’efficienza nell’organizzazione degli interventi, con una conoscenza più precisa dello stato dei manufatti e delle loro eventuali evoluzioni.
I cinque ponti coinvolti nel monitoraggio
La rete interessata comprende cinque infrastrutture considerate strategiche per la viabilità dell’area fiorentina. Tra queste ci sono il ponte lungo la SP 80 sul borro di Baccaiano, in località Baccaiano nel Comune di Montespertoli, il ponte Calamandrei lungo la SP 128 sul fiume Arno tra Empoli e Vinci, il ponte sulla SP 106 in località Montelupo-Capraia tra Montelupo Fiorentino e Capraia e Limite, il ponte alla Motta lungo la SP 11 sul fiume Arno tra Empoli e Cerreto Guidi e il ponte lungo la SP 76 sul torrente Egola, in località Alberi nel Comune di Montaione.
La scelta di distribuire il monitoraggio su più punti della rete restituisce il senso dell’operazione: non un intervento isolato su una singola struttura, ma un approccio di sistema che punta a leggere in modo integrato lo stato di opere differenti, collocate in aree nevralgiche della mobilità metropolitana.
Il caso del ponte di Montelupo-Capraia e il nodo dei lavori
Tra i ponti sottoposti a controllo continuo, una rilevanza particolare viene attribuita al ponte di Montelupo-Capraia, lungo la SP 106. Su questa infrastruttura sono in fase di definizione le ultime verifiche relative al progetto esecutivo di adeguamento strutturale che la Città Metropolitana si prepara ad approvare. Per realizzare l’intervento serviranno risorse stimate in circa 7 milioni di euro, mentre l’affidamento dei lavori viene indicato nel 2027.
Nel frattempo, proprio per garantire condizioni di sicurezza e consentire eventuali interventi rapidi in presenza di anomalie, è stato attivato il monitoraggio costante della struttura. La consigliera metropolitana Emma Donnini, delegata alla viabilità dell’Empolese-Valdelsa, ha spiegato che il nuovo sistema si inserisce in un’ottica di gestione evoluta e integrata della rete, sottolineando anche l’importanza del futuro ponte sull’Arno in località Fibbiana, la cui realizzazione da parte di Anas viene considerata essenziale per ridurre i disagi quando il ponte di Montelupo-Capraia dovrà essere chiuso al traffico per consentire la demolizione e la ricostruzione dell’impalcato.
La tecnologia come modello per le amministrazioni
Per Displaid, che ha sviluppato e realizzato il sistema, il progetto fiorentino rappresenta un passaggio significativo anche sul piano metodologico. Il ceo Lorenzo Benedetti ha definito la scelta della Città Metropolitana un esempio concreto di come l’uso dei dati possa cambiare la gestione delle infrastrutture pubbliche, introducendo un modello continuo di osservazione e prevenzione al posto di interventi soltanto reattivi.
È proprio questa la direzione in cui sembra muoversi l’iniziativa: fare del monitoraggio tecnologico non un supporto occasionale, ma un elemento ordinario della gestione amministrativa. Un cambio di impostazione che punta a trasformare la manutenzione dei ponti in un processo più tempestivo, informato e prevedibile, in una fase in cui il tema della sicurezza delle infrastrutture resta centrale per i territori e per chi ogni giorno li attraversa.
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