Firenze, Non più Sola presenta il progetto Ri-nascita
17/06/2026
L’associazione Non più Sola, attiva da vent’anni al fianco delle donne della Valdera e della Val di Cecina colpite da tumore al seno, ha presentato a Firenze il progetto Ri-nascita, un percorso artistico e umano costruito intorno al coraggio di sei pazienti che hanno scelto di raccontare la propria esperienza attraverso il corpo, la pittura e la fotografia. La conferenza stampa si è svolta al Media Center Sassoli di Palazzo del Pegaso, sede del Consiglio regionale della Toscana.
Un’associazione nata per accompagnare le donne nel percorso di cura
Non più Sola opera all’interno della Breast Unit Pontedera-Volterra e collabora con il personale sanitario per offrire alle pazienti un sostegno concreto durante e dopo il percorso terapeutico. L’associazione mette a disposizione diverse figure professionali, tra cui fisioterapista, psicologa, nutrizionista, psico-sessuologa ed estetista oncologica, con l’obiettivo di affiancare la cura medica a un accompagnamento più ampio della persona.
La sua attività comprende anche percorsi dedicati al miglioramento della qualità della vita, come il corso di ginnastica riabilitativa AFAS, attivo da circa dieci anni, la scrittura terapeutica, la meditazione aperta anche ai caregiver, gruppi di lettura e momenti ricreativi. Il primo obiettivo resta però l’informazione alla popolazione sull’importanza della prevenzione e sulle possibilità di cura offerte dagli ospedali del territorio.
Alla presentazione sono intervenuti la presidente dell’Assemblea toscana Stefania Saccardi, il consigliere regionale Matteo Trapani e l’assessora regionale Alessandra Nardini. A illustrare il progetto sono stati la presidente dell’associazione Laila Gabbrielli, la pittrice Sabina Buti, la psico-sessuologa Elena Magni e Silvia Marchetta, una delle modelle coinvolte nel percorso.
Ri-nascita, il corpo come racconto dopo la malattia
Il progetto Ri-nascita nasce dall’idea di rappresentare il percorso di sei donne che hanno affrontato il tumore al seno e hanno scelto di trasformare la propria esperienza in un atto creativo condiviso. Il primo passaggio è stato l’ascolto: il racconto del momento in cui la malattia ha cambiato la loro vita, della paura, della rabbia, del senso di estraneità davanti allo specchio, ma anche della forza emersa durante il percorso di cura.
Da ogni storia è nata un’immagine, costruita attraverso l’interpretazione di emozioni, parole e silenzi. Ciascuna donna ha poi incontrato quell’immagine proiettata su una tela, riconoscendosi in una sorta di specchio emotivo. Davanti alla tela è stata tracciata la sagoma della modella, lasciando un segno fisico nello spazio pittorico: una traccia nera, descritta come presenza e assenza insieme, capace di evocare memoria, identità e trasformazione.
La fase successiva ha portato la pittura direttamente sul corpo. Ogni donna è stata posizionata davanti alla propria sagoma e l’immagine è stata dipinta sulla pelle, facendo dialogare la persona con la tela. Il percorso si conclude con il gesto simbolico della doccia: l’acqua porta via i colori visibili, ma non cancella la storia vissuta, che resta interiorizzata come consapevolezza, forza e apertura a una nuova fase della vita.
Il sostegno delle istituzioni e il valore del volontariato
La presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi ha richiamato il valore di una presa in carico che guardi alla persona nella sua interezza, unendo qualità delle cure, ascolto, orientamento e vicinanza lungo il percorso terapeutico e di vita. Secondo Saccardi, l’esperienza di Non più Sola rappresenta un modello significativo di integrazione tra sistema sanitario e rete di solidarietà.
Il consigliere regionale Matteo Trapani ha sottolineato la capacità del progetto di mettere insieme competenze mediche, artistiche e culturali, partendo dal racconto di donne che hanno scelto di mostrarsi attraverso il proprio corpo e una serie di immagini. Le opere, già esposte e destinate a essere presentate in ospedali, Comuni e altri luoghi pubblici, portano con sé storie di sofferenza, ma anche di forza e di ritorno alla vita.
L’assessora regionale Alessandra Nardini ha evidenziato il messaggio di speranza che il progetto trasmette alle donne impegnate in un percorso simile. Attraverso l’arte e la pittura sul corpo, l’esperienza della malattia viene rielaborata e trasformata in un’occasione di riconoscimento, fiducia e riscoperta della propria bellezza.
La presidente dell’associazione Laila Gabbrielli ha spiegato che Ri-nascita aiuta le donne a esprimere emozioni difficili, maturate durante il percorso di cura, e ad avviare una guarigione interiore. Le modelle coinvolte sono Silvia Marchetta, Amanda Casalini, Paola Fioravanti, Elena Bertini, Marisa Domina e Martina Baldelli, protagoniste di un progetto che unisce prevenzione, cura, arte e volontariato in un racconto collettivo di rinascita.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.