Toscana, approvato il Defr 2027: Pil previsto a +0,5%
30/07/2026
Il Consiglio regionale della Toscana ha approvato il Documento di economia e finanza regionale 2027 con 24 voti favorevoli e 16 contrari. A sostenere il Defr sono stati Partito democratico, Casa riformista, Alleanza Verdi e Sinistra e Movimento 5 Stelle; hanno votato contro Fratelli d’Italia, Forza Italia e il gruppo Misto–Futuro Nazionale. Il testo delinea uno scenario di crescita contenuta, conferma l’attuale pressione fiscale regionale e stima in circa 8,5 miliardi di euro il Fondo sanitario per il 2027.
Programmazione strategica rinviata alla Nota di aggiornamento
Il documento è stato illustrato in Aula dal presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali, Vittorio Salotti. Il Defr assume per questa fase un carattere prevalentemente ricognitivo, poiché la Giunta non ha ancora adottato il nuovo Programma regionale di sviluppo, chiamato a definire gli obiettivi politici e gli interventi prioritari della legislatura.
Le linee strategiche saranno quindi precisate nella Nota di aggiornamento al Defr, che accompagnerà il prossimo bilancio di previsione. La Regione attribuisce questo slittamento anche al cambiamento introdotto dalla nuova governance economica europea e alla sostituzione, a livello nazionale, del tradizionale Documento di economia e finanza programmatico con il Documento di finanza pubblica, destinato principalmente alla rendicontazione.
In assenza di riferimenti statali completi sulle risorse future, la Toscana ha predisposto un quadro economico-finanziario generale, rinviando alla successiva fase di aggiornamento la traduzione delle priorità in programmi, stanziamenti e interventi territoriali.
Pil toscano in crescita dello 0,5% nel 2026 e nel 2027
Le previsioni elaborate dall’Istituto regionale per la programmazione economica della Toscana indicano un aumento del Pil dello 0,5% sia nel 2026 sia nel 2027, in linea con l’andamento stimato per l’intero Paese. I consumi delle famiglie dovrebbero registrare una crescita moderata, mentre le esportazioni mostrano segnali di recupero e l’occupazione continua a tenere, pur procedendo a un ritmo inferiore rispetto alle fasi precedenti.
Il quadro descrive un sistema economico capace di assorbire gli shock susseguitisi nel periodo recente, ma ancora condizionato da fragilità strutturali. Tra i principali fattori di rischio figura la possibile riduzione degli investimenti pubblici dopo l’esaurimento delle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Irpet segnala inoltre le conseguenze che potrebbero derivare da un nuovo aumento dei prezzi dell’energia o da un rallentamento del commercio internazionale. La priorità indicata non riguarda esclusivamente l’aumento quantitativo del Pil, ma il miglioramento della qualità della crescita, con maggiore produttività, sostenibilità e capacità di produrre valore aggiunto.
Tributi invariati e Fondo sanitario da 8,5 miliardi
Il quadro finanziario regionale relativo al triennio 2027-2029 viene definito stabile, ma caratterizzato da margini limitati. L’inflazione riduce infatti il valore reale delle risorse libere e restringe la possibilità di introdurre nuove spese discrezionali.
Il Defr non prevede variazioni delle aliquote dei tributi regionali. Sul versante fiscale, la Regione intende proseguire nel passaggio da un sistema basato principalmente sulle sanzioni a un modello di collaborazione preventiva con i contribuenti, favorendo la regolarizzazione e il dialogo prima dell’avvio delle procedure di accertamento.
Per il Fondo sanitario regionale 2027 è stata inserita una prima previsione prudenziale di circa 8,5 miliardi di euro, con un incremento dello 0,5% rispetto al 2026. La cifra potrà essere aggiornata dopo la definizione del nuovo Patto per la Salute e la distribuzione nazionale delle risorse destinate al servizio sanitario.
Resta confermato anche il tetto massimo autorizzatorio all’indebitamento, fissato in 941 milioni di euro per il triennio 2026-2028. Si tratta della somma delle autorizzazioni deliberate, che storicamente non vengono utilizzate per l’intero importo disponibile.
Partecipate regionali, cambiano i tempi dei piani industriali
Un allegato al Defr aggiorna il piano di razionalizzazione delle società partecipate dalla Regione, introducendo alcune proroghe necessarie a completare operazioni societarie e industriali già avviate.
Per Cosvig, il Consorzio per lo sviluppo delle aree geotermiche, viene rinviata la separazione tra le attività commerciali e quelle istituzionali. Il riconoscimento della personalità giuridica della nuova fondazione è previsto entro il 31 ottobre 2026, mentre il trasferimento del ramo d’azienda dovrà avvenire entro il 31 dicembre. La componente commerciale resterà sotto il controllo della Regione attraverso la trasformazione della società in una Srl.
Per Fidi Toscana è previsto un differimento delle modifiche statutarie collegate al rilancio operativo, con particolare riferimento al Terzo Settore e alle garanzie rivolte ai giovani. Prosegue inoltre il lavoro per il passaggio delle quote detenute in Sici Sgr a Sviluppo Toscana, che sta aggiornando il proprio piano industriale per valutare un’acquisizione totale oppure condivisa con la Regione Umbria.
È stata invece accantonata l’ipotesi di una fusione o di una holding unica tra Firenze Fiera, Arezzo Fiere e Congressi e CarraraFiere. I soci pubblici hanno scelto di mantenere l’autonomia delle tre società, puntando su una maggiore collaborazione operativa e commerciale.
Le opposizioni contestano l’assenza del piano di sviluppo
Il dibattito in Aula si è concentrato soprattutto sul mancato completamento del Programma regionale di sviluppo. La capogruppo di Fratelli d’Italia, Chiara La Porta, ha definito il Defr privo di un indirizzo politico ed economico adeguato, chiedendo alla Giunta di recuperare il ritardo e presentare a settembre un’integrazione capace di fornire indicazioni chiare a imprese e cittadini.
Il portavoce dell’opposizione, Alessandro Tomasi, ha richiamato le preoccupazioni espresse dal Consiglio delle autonomie locali sulla debolezza della crescita toscana. Tra le criticità citate figurano la frammentazione del sistema produttivo, le difficoltà nel trasferimento dell’innovazione, l’invecchiamento della popolazione, le carenze infrastrutturali e la limitata capacità delle imprese di trattenere valore aggiunto sul territorio.
Diego Petrucci ha contestato l’utilità dello stesso strumento di programmazione, sostenendo che il documento impegni gli uffici senza produrre indicazioni operative sufficienti. Ha inoltre previsto una crescita delle risorse nazionali destinate alla sanità pubblica nel 2027.
Per il gruppo Misto–Futuro Nazionale, Massimiliano Simoni ha richiamato i dati sulle crisi aziendali, sulle liquidazioni giudiziali e sulla chiusura di attività commerciali, alberghi e ristoranti. Ha inoltre criticato la gestione del disavanzo sanitario e la mancanza, nel documento, di misure specifiche dedicate alla sicurezza.
Anche Jacopo Maria Ferri, di Forza Italia, ha espresso voto contrario, sostenendo che un confronto su indebitamento, sanità e futuro delle partecipate avrebbe richiesto la presenza degli assessori competenti e un dibattito politico più approfondito.
La maggioranza approva il quadro in attesa del bilancio
La maggioranza ha difeso il Defr come passaggio necessario per rappresentare la situazione economica e finanziaria della Toscana in una fase caratterizzata da riferimenti nazionali ancora incompleti. Il documento approvato offre una fotografia delle risorse disponibili, dei rischi macroeconomici e degli impegni già assunti, mentre la parte programmatica sarà sviluppata con la Nota di aggiornamento e con il bilancio di previsione.
La prossima fase dovrà quindi chiarire le priorità del Programma regionale di sviluppo, le misure da adottare dopo la conclusione del Pnrr e la distribuzione delle risorse tra sanità, sostegno alle imprese, infrastrutture, occupazione e servizi territoriali.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to