Firenze, Fiorino d’oro a Luca Bindi e a Bianca Bianchi
26/06/2026
Il professor Luca Bindi, docente di Mineralogia e Cristallografia dell’Università di Firenze, ha ricevuto il Fiorino d’oro nella cerimonia pubblica che si è svolta mercoledì 24 giugno nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio, in occasione della festa di San Giovanni Battista, patrono della città. Il riconoscimento gli è stato consegnato dalla sindaca Sara Funaro, alla presenza della rettrice dell’Ateneo fiorentino Alessandra Petrucci.
Il riconoscimento al docente Unifi
Il Fiorino d’oro viene attribuito a personalità che, con la propria opera, hanno dato prestigio a Firenze e offerto un contributo alla comunità nazionale e internazionale. Nel caso di Bindi, direttore del Dipartimento di Scienze della Terra, il premio valorizza una carriera scientifica di altissimo profilo, segnata da scoperte che hanno inciso sulla mineralogia contemporanea.
Il docente Unifi è autore di oltre 400 articoli pubblicati su riviste internazionali ed è tra i primi dieci ricercatori al mondo per numero di nuove specie mineralogiche descritte: oltre 140, di cui 15 di natura extraterrestre. Tra i risultati più noti figurano gli unici due quasicristalli documentati in natura, particolari solidi nei quali gli atomi non presentano la struttura periodica tipica dei cristalli tradizionali.
La Città di Firenze ha ricordato, nelle motivazioni del premio, il contributo di Bindi nel restituire centralità a discipline ricche di storia come mineralogia e cristallografia. Partendo da un frammento conservato nel Museo di Storia Naturale di Firenze e guidando una spedizione in Kamchatka, lo scienziato ha dimostrato l’esistenza dei quasicristalli in natura, aprendo un nuovo capitolo nella classificazione dei minerali.
Le scoperte e i premi internazionali
Tra le ricerche recenti di Bindi figura anche la scoperta di un raro clatrato nei detriti nucleari del Trinity Test, condotto nel deserto del New Mexico nel 1945. Si tratta di un composto che non era mai stato osservato prima né in natura né come materiale prodotto artificialmente in laboratorio.
Socio dell’Accademia dei Lincei dal 2019, il docente ha ricevuto numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali. Tra questi la medaglia dei XL per le Scienze Fisiche e Naturali 2024 dell’Accademia Nazionale delle Scienze, la Neumann Medal della Mineralogical Society of Great Britain and Ireland nel 2023, il premio Aspen Institute Italia 2018 insieme al fisico Paul Steinhardt e, nel 2015, il Premio Presidente della Repubblica nella categoria Scienze fisiche, matematiche e naturali dell’Accademia Nazionale dei Lincei.
Il Fiorino alla memoria di Bianca Bianchi
Nella stessa giornata, Firenze ha conferito il Fiorino d’oro alla memoria anche a Bianca Bianchi, nata a Vicchio nel 1914 e morta a Firenze nel 2000. A ritirare il riconoscimento è stata Lorella Galanti, cugina di secondo grado. Bianchi fu una delle ventuno Madri Costituenti della Repubblica e si laureò nel 1939 in Pedagogia alla Facoltà di Magistero dell’Università di Firenze.
Insegnante di discipline umanistiche, adottò una didattica autonoma e coraggiosa, entrando in contrasto con le direttive del regime fascista. Nel 1941 partì per la Bulgaria, dove insegnò italiano, poi rientrò a Firenze nel 1942. Dopo la caduta del fascismo e l’armistizio, partecipò alla Resistenza.
Eletta all’Assemblea Costituente con un numero elevato di preferenze, contribuì alla promozione di istanze legate alla giustizia sociale e alla parità di genere, ricoprendo anche il ruolo di Segretaria di Presidenza dell’Assemblea. Negli anni Settanta fu consigliera comunale, assessora e vicesindaca di Firenze.
Nelle motivazioni, la città la ricorda come donna di cultura socialista e antifascista, staffetta partigiana, scrittrice, giornalista e insegnante innovativa. Il suo impegno pubblico attraversò scuola, diritti, istituzioni e partecipazione civile, lasciando a Firenze una testimonianza di libertà, coraggio e responsabilità democratica.
Tra i premiati con il Fiorino d’oro figura anche Michele Ciliberto, storico della filosofia e presidente dell’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento, che iniziò la propria carriera accademica all’Università di Firenze, dove si formò come allievo di Eugenio Garin.
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