Caricamento...

Firenze365 Logo Firenze365

Toscana, via libera alle modifiche sulla legge cave

25/06/2026

Toscana, via libera alle modifiche sulla legge cave

Il Consiglio regionale della Toscana ha approvato a maggioranza la proposta di legge che modifica la legge regionale 35/2015 sulle cave. Il provvedimento interviene sugli articoli 8 e 14, con l’obiettivo di precisare l’applicazione di norme già presenti e di rafforzare il coordinamento tra pianificazione regionale e strumenti comunali nel settore delle attività estrattive.

Approvazione a maggioranza e ordine del giorno ambientale

La proposta ha ricevuto il voto favorevole dei consiglieri di Pd, Avs, Casa Riformista e Movimento 5 Stelle, mentre si sono astenuti i rappresentanti di Fratelli d’Italia e Forza Italia. A illustrare il testo in aula è stato Gianni Lorenzetti, presidente della commissione Ambiente e territorio, ricordando l’esame svolto in sede congiunta con la commissione Sviluppo economico, presieduta da Brenda Barnini.

L’Aula ha approvato anche un ordine del giorno presentato da Avs, con primo firmatario Massimiliano Ghimenti. Il documento impegna la Giunta regionale a vigilare sul rispetto delle norme e delle procedure di valutazione e autorizzazione previste a livello europeo, nazionale e regionale, con particolare attenzione alla tutela delle risorse idriche, al recupero ambientale dei siti estrattivi e alla rinaturalizzazione delle cave esaurite o dismesse.

Varianti e autorizzazioni: cosa cambia per i Comuni

Le modifiche prevedono che il Consiglio regionale si pronunci nei procedimenti che, per effetto della normativa statale, producono conseguenze anche sulla pianificazione. Tra i casi indicati figurano il fine vita di un giacimento, la necessità di proseguire l’attività estrattiva o la realizzazione di impianti per la produzione energetica.

Il testo introduce inoltre la possibilità, in caso di mancato adeguamento degli strumenti comunali, di rilasciare l’autorizzazione all’attività estrattiva con contestuale variante. Quando siano coinvolti più giacimenti situati in Comuni diversi, si procederà con variante contestuale e coordinamento delle autorizzazioni, nel rispetto degli obiettivi di produzione sostenibile stabiliti dal Piano regionale cave.

È prevista anche una disciplina per la ripartizione delle quote nel caso in cui la Regione debba convocare una conferenza di servizi. Le quote potranno essere assegnate entro il limite dell’80 per cento della produzione sostenibile fissata dal Piano regionale, tenendo conto delle proposte dei Comuni, delle volumetrie residue, delle autorizzazioni in essere e dell’andamento delle produzioni.

Il confronto politico su ambiente, tempi e rinnovabili

Tra gli elementi discussi in aula rientra la possibilità di prorogare di altri 60 giorni il termine entro il quale il Consiglio regionale può esprimere il proprio parere prima dell’attivazione del meccanismo del silenzio-assenso. La proroga potrà portare il termine complessivo a 120 giorni, su richiesta della commissione competente al presidente del Consiglio regionale.

Il consigliere Alessandro Capecchi di Fratelli d’Italia ha espresso forti perplessità, sostenendo che il testo non chiarisca adeguatamente le ragioni dell’intervento normativo e sollevando dubbi sul ruolo del Consiglio regionale, sul silenzio-assenso e sull’utilizzo delle aree dismesse per impianti di energia rinnovabile.

L’assessore Leonardo Marras ha spiegato che la procedura semplificata riguarda situazioni nelle quali una variante ordinaria avrebbe tempi troppo lunghi rispetto alle necessità amministrative o produttive, citando anche il possibile impiego di cave esaurite per impianti da fonti rinnovabili e casi di crisi industriale come quello della ex Venator.

Per Avs, la proposta recepisce norme nazionali e può favorire la transizione energetica, purché siano garantite le tutele ambientali. Da qui la scelta di presentare un ordine del giorno mirato a ribadire il rispetto delle procedure, la salvaguardia dell’acqua e il recupero dei siti estrattivi non più attivi.

Le modifiche approvate non comportano nuovi oneri per il bilancio regionale. Il provvedimento entra ora nella fase attuativa, con un confronto politico che resta aperto sul rapporto tra attività estrattive, tutela del paesaggio, tempi amministrativi e utilizzo delle cave esaurite per nuove funzioni produttive o energetiche.

Annalisa Biasi Avatar
Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to