Firenze antifascista, sì del Consiglio alla mozione su Trespiano
21/04/2026
Il Consiglio comunale di Firenze ha approvato una mozione che ribadisce il carattere antifascista della città e condanna le manifestazioni nostalgiche organizzate al cimitero di Trespiano in due date simboliche della memoria civile fiorentina e nazionale: il 25 aprile e l’11 agosto. Il documento interviene su appuntamenti che, secondo quanto denunciato, negli anni hanno visto la presenza di gruppi dell’estrema destra intenzionati a commemorare figure legate alla Repubblica di Salò e alla collaborazione con l’occupazione nazista nel 1944.
La mozione approvata e il richiamo alla legge Scelba
Nel testo viene richiamata la legge 645 del 1952, che sanziona chiunque esalti pubblicamente esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo oppure le finalità antidemocratiche del partito fascista. Il passaggio politico approvato a Palazzo Vecchio si inserisce dunque in un quadro che unisce memoria storica, difesa dei principi costituzionali e vigilanza su iniziative ritenute revisioniste.
Secondo quanto riportato nella mozione, alcune organizzazioni dell’estrema destra si sarebbero recate in modo sistematico al cimitero di Trespiano proprio nelle giornate del 25 aprile e dell’11 agosto per ricordare, e di fatto rendere omaggio, a chi combatté dalla parte dell’occupante tedesco e della Repubblica sociale italiana. Due date che per Firenze hanno un peso particolare: la Festa della Liberazione e l’anniversario della liberazione della città.
Il Comune: niente aperture dedicate per iniziative dell’estrema destra
L’atto approvato dal Consiglio impegna l’amministrazione comunale a non aprire appositamente il cimitero di Trespiano per consentire manifestazioni riconducibili all’estrema destra, con particolare riferimento proprio al 25 aprile e all’11 agosto. Un indirizzo che punta a evitare che luoghi pubblici e giornate legate alla memoria democratica diventino scenario di iniziative considerate in contrasto con i valori fondativi della Repubblica.
La mozione prevede inoltre un confronto con Questura e Prefettura, così da impedire il verificarsi di episodi ritenuti contrari ai principi costituzionali e lesivi dell’onorabilità dello Stato. Nel testo viene richiamato anche il ruolo storico di Firenze, insignita della Medaglia d’Oro al Valor Militare per il contributo dato alla Resistenza, elemento che rafforza il significato politico e simbolico della presa di posizione del Consiglio.
Le dichiarazioni del gruppo Pd e il voto in aula
A commentare l’approvazione della mozione è stato il gruppo del Partito democratico a Palazzo Vecchio, che ha sottolineato come l’impegno antifascista del Comune sia già stato riaffermato più volte anche nel corso dell’attuale consiliatura. Nella nota diffusa dopo il voto, il gruppo ha espresso sdegno e condanna per la scelta di alcune realtà dell’estrema destra fiorentina di promuovere appuntamenti definiti revisionisti in corrispondenza di ricorrenze così rilevanti.
Gli stessi consiglieri dem hanno poi evidenziato con favore il voto espresso da Chelli e Sirello, mentre hanno registrato con rammarico la mancanza dell’unanimità, attribuita al mancato voto del consigliere Draghi. Il passaggio in aula conferma così una linea politica che Palazzo Vecchio rivendica come coerente con la storia della città e con il profilo istituzionale di Firenze.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.