Caricamento...

Firenze365 Logo Firenze365

Villa Monna Tessa, primo mattone e prima domanda: quanto è davvero “calmierato” lo studentato da 40 milioni

21/01/2026

Villa Monna Tessa, primo mattone e prima domanda: quanto è davvero “calmierato” lo studentato da 40 milioni

La posa della prima pietra del nuovo studentato universitario di Villa Monna Tessa, nell’area di Careggi, è stata raccontata come un passaggio simbolico dentro una riqualificazione che mette insieme capitale pubblico e privato, istituzioni cittadine e soggetti finanziari. L’intervento vale circa 40 milioni di euro e prevede 480 posti letto “a tariffe calmierate”, metà secondo criteri MUR e metà regolati da una convenzione con il Comune; a questi si aggiungono 33 posti destinati ai familiari dei degenti delle strutture sanitarie vicine.

Dentro questo quadro, però, la discussione politica si è spostata rapidamente dal rendering alle cifre, e dalle cifre alla parola che oggi domina ogni dibattito sull’abitare studentesco: accessibilità.

Investitori, governance e numeri: che cosa prevede il progetto

Secondo le comunicazioni diffuse in questi giorni, l’operazione è promossa dal fondo iGeneration (piattaforma di student housing/“affordable housing”) con il coinvolgimento di investitori e attori istituzionali: tra i soggetti citati compaiono Investire SGR e, come anchor investor, il Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI), oltre a realtà legate al territorio e al sistema universitario-sanitario.

Sul piano pratico il progetto punta a intercettare una domanda cronica: posti letto per studenti in una città dove trovare una stanza è spesso una gara di resistenza tra annunci che spariscono in poche ore e budget familiari che, semplicemente, non reggono. L’apertura viene indicata per l’anno accademico 2027/28.

Il nodo delle tariffe: 600 euro “calmierati” e il corto circuito con il mercato

È qui che intervengono le dichiarazioni di Thomas Maerten (Sinistra Progetto Comune, Quartiere 5) e Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune), che contestano la narrazione del “prezzo agevolato”. I numeri citati negli articoli sulla posa della prima pietra parlano di 600 euro per una singola e 300 euro a posto letto (utenze incluse), presentati come importi inferiori a quelli del mercato fiorentino.

La critica non si limita a dire “è caro”: mette in discussione la coerenza stessa dell’etichetta. Se la soglia di riferimento per una stanza singola a Firenze gira attorno ai seicento euro, il confine tra calmierato e ordinario smette di essere evidente e, anzi, rischia di diventare un esercizio semantico. In un comunicato stampa di Immobiliare.it Insights (agosto 2025) Firenze risulta terza città più cara per affitto di una singola, con 606 euro/mese medi, dietro Milano e Bologna.
Detto altrimenti: fissare una singola a 600 euro può apparire “meno peggio” rispetto ad alcune richieste fuori scala, ma resta molto vicino al valore medio, quindi poco utile per quella fascia di studenti che non riesce già oggi a stare sul mercato.

C’è poi un secondo elemento che Maerten e Palagi portano sul tavolo: la politica cittadina aveva già provato a incidere sul modello di gestione e sulle tariffe, non soltanto a commentarle.

L’ordine del giorno del 15 dicembre 2025: DSU e sostenibilità tariffaria

Il Consiglio comunale del 15 dicembre 2025 ha approvato un ordine del giorno collegato alla convenzione urbanistica dell’area di trasformazione “Monna Tessa”, con un titolo esplicito: “Indirizzi per la gestione sociale e la sostenibilità tariffaria della nuova residenza universitaria ‘Monna Tessa’: ruolo dell’Agenzia regionale per il Diritto allo Studio Universitario (DSU) e garanzia del Diritto allo Studio”.

È un passaggio formale, ma non neutro: indica che, almeno nelle intenzioni, la questione non è soltanto costruire posti letto, bensì decidere a chi quei posti parlano davvero. Ed è esattamente su questo punto che la nota di Sinistra Progetto Comune chiede conto della distanza tra indirizzi politici e percezione pubblica del progetto: se l’obiettivo è il diritto allo studio, la tariffa deve funzionare come strumento di accesso, non come semplice “sconto” rispetto a un mercato già proibitivo.

Andrea Bianchi Avatar
Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.