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Specializzazione in Fisica Medica e accesso degli ingegneri: la Consulta metropolitana di Firenze chiede di cambiare il ddl S.1043

27/02/2026

Specializzazione in Fisica Medica e accesso degli ingegneri: la Consulta metropolitana di Firenze chiede di cambiare il ddl S.1043

La Consulta delle professioni sanitarie e sociosanitarie della Città Metropolitana di Firenze ha messo nero su bianco una posizione di netta contrarietà all’ipotesi di ammettere gli Ingegneri Biomedici e Clinici alle Scuole di Specializzazione in Fisica Medica. La richiesta, indirizzata ai Ministeri competenti e ai presidenti delle Commissioni parlamentari del Senato, si inserisce nel confronto aperto attorno al disegno di legge S.1043, che interviene sul decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101, cioè il quadro nazionale di attuazione della direttiva Euratom sulla protezione dai rischi connessi all’esposizione a radiazioni ionizzanti.

La Consulta richiama, come criterio guida, la tutela della salute dei pazienti sottoposti a esposizioni mediche per diagnosi o cura: secondo i firmatari, l’eventuale svolgimento di attività proprie dello Specialista in Fisica Medica da parte di profili “non sanitari” aprirebbe un fronte delicato sul piano della responsabilità professionale e della vigilanza ordinamentale.

Cosa prevede il ddl e perché la questione è diventata divisiva

Il disegno di legge S.1043 risulta ancora “in corso di esame in commissione” e, tra le modifiche discusse, viene segnalata la previsione che consentirebbe l’iscrizione alle scuole di specializzazione in Fisica Medica anche a laureati in ingegneria iscritti all’elenco nazionale certificato degli Ingegneri Biomedici e Clinici.

Per chi sostiene la modifica, l’argomento ruota attorno all’evoluzione tecnologica della diagnostica e della radioterapia, alla crescente complessità dei dispositivi e alla necessità di competenze ingegneristiche integrate nei percorsi clinici. Per chi la contesta, il punto non è negare il valore dell’ingegneria biomedica nelle strutture sanitarie (ruolo ormai consolidato), ma impedire sovrapposizioni su funzioni che, per natura e impatto, incidono direttamente sulla sicurezza del paziente e richiedono un percorso formativo specialistico concepito per una specifica figura sanitaria, dentro un sistema di garanzie e controlli coerente.

La lettera della Consulta: “attività con effetto diretto sulla salute” e tema della vigilanza

Nella lettura della Consulta metropolitana fiorentina, l’eventuale accesso alla specializzazione e la conseguente abilitazione allo svolgimento delle attività tipiche dello Specialista in Fisica Medica determinerebbero un cambio di perimetro: non più supporto tecnico all’organizzazione sanitaria, ma esercizio di compiti con “diretto o rilevante effetto” sulla salute del paziente, in un ambito dove la gestione del rischio radiologico è parte integrante della qualità delle cure.

Il passaggio più sensibile, evidenziato dai firmatari, riguarda la cornice ordinistica e la vigilanza: gli ingegneri appartengono a ordini professionali di natura tecnica, sottoposti alla vigilanza del Ministero della Giustizia; lo Specialista in Fisica Medica opera invece in un contesto sanitario nel quale la catena di responsabilità, i requisiti e la governance della sicurezza clinica dialogano con il Ministero della Salute e con l’organizzazione del servizio sanitario. È su questo crinale—formazione, competenze, responsabilità, vigilanza—che la Consulta chiede di emendare il ddl “in qualunque parte” preveda l’accesso di profili non sanitari alla specializzazione.

Sul piano politico-istituzionale, la presa di posizione arriva da un organismo che la Città Metropolitana descrive come luogo di confronto tra ordini, aperto al dialogo con i livelli istituzionali e con le associazioni dei cittadini, con l’obiettivo di elaborare proposte sulla sanità anche in relazione ai processi legislativi.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.