Rinnovabili in Toscana, oltre 40 auditi sulle aree idonee
18/09/2026
Oltre 40 rappresentanti di categorie economiche, agricoltura, associazioni ambientaliste, sindacati, enti locali e istituzioni sono stati ascoltati a Firenze dalle commissioni Ambiente e territorio e Sviluppo economico e rurale del Consiglio regionale della Toscana. Al centro delle audizioni, svolte il 17 settembre, le disposizioni sulle aree considerate idonee alla realizzazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili e le norme per semplificare i procedimenti amministrativi legati alla costruzione e all'esercizio degli impianti. Alla seduta hanno partecipato anche rappresentanti di Anci e Upi e i sindaci di Suvereto e Manciano.
Imprese e produttori chiedono autorizzazioni più rapide
Il confronto ha fatto emergere esigenze differenti sul futuro della produzione energetica regionale. Le categorie economiche hanno concentrato l'attenzione soprattutto sulla competitività delle imprese, sul costo dell'energia e sulla sicurezza degli approvvigionamenti. Tra le richieste avanzate figura una maggiore rapidità nelle procedure autorizzative per gli impianti collocati vicino agli stabilimenti produttivi, con l'obiettivo di favorire l'autoconsumo e la formazione di distretti energetici industriali.
I produttori di energia hanno chiesto invece di ampliare le aree idonee e di evitare che, dopo la loro individuazione, intervengano ulteriori ostacoli durante le procedure locali, comprese le procedure abilitative semplificate e le conferenze dei servizi. Nel corso dell'audizione è stato richiamato anche il principio dell'interesse pubblico prevalente collegato alla produzione di energia rinnovabile.
Agricoltori: priorità a tetti, aree dismesse e agrivoltaico
Più articolata la posizione delle organizzazioni agricole, che hanno chiesto di proteggere il suolo destinato alla produzione agroalimentare e, allo stesso tempo, di consentire forme di integrazione tra attività agricola e generazione energetica. Le associazioni hanno espresso contrarietà agli impianti fotovoltaici a terra sui terreni produttivi, con particolare attenzione alle superfici utilizzate per produzioni DOP e IGP.
Tra le alternative indicate figurano gli impianti sui tetti di stalle e capannoni, l'utilizzo di aree dismesse, marginali o già compromesse e lo sviluppo dell'agrivoltaico integrato, purché la gestione resti collegata all'attività agricola professionale. La richiesta è quella di stabilire una gerarchia delle localizzazioni, indirizzando gli investimenti verso le superfici con un impatto minore sull'attività agricola e sul territorio.
Comuni e Province rivendicano un ruolo nelle decisioni
Sul fronte istituzionale, rappresentanti degli enti locali, Anci e Upi hanno chiesto che Comuni e amministrazioni territoriali mantengano un peso concreto nella valutazione dei siti. La Regione dovrebbe esercitare una funzione di coordinamento, mentre le realtà locali chiedono di poter incidere sull'effettiva idoneità delle aree, tenendo conto anche della presenza di impianti già esistenti e della pressione esercitata sul territorio.
Dal mondo ambientalista è arrivata la richiesta di una pianificazione capace di conciliare l'espansione delle fonti rinnovabili con la tutela del paesaggio e delle aree agricole di pregio. Alcune associazioni hanno inoltre proposto un coinvolgimento diretto delle aziende pubbliche negli investimenti energetici, con Comuni e Regione nel ruolo di promotori o committenti degli impianti. I sindacati hanno insistito sulla necessità di collegare le scelte territoriali alle politiche industriali e alla capacità di investimento delle società che gestiscono i servizi pubblici regionali.
Il Consiglio punta a definire due proposte di legge
Il presidente della commissione Ambiente e territorio, Gianni Lorenzetti, ha richiamato le difficoltà che emergono quando gli obiettivi generali sulle rinnovabili devono essere tradotti in decisioni applicabili nei singoli territori, confermando l'intenzione di portare avanti in tempi brevi l'esame delle due proposte di legge e del relativo piano.
Brenda Barnini, presidente della commissione Sviluppo economico e rurale, ha evidenziato la complessità del procedimento, che coinvolge contemporaneamente energia, pianificazione territoriale e tutela ambientale. L'obiettivo dichiarato è costruire norme che permettano alla Toscana di aumentare la produzione da fonti rinnovabili mantenendo attenzione verso il patrimonio agricolo, naturale e paesaggistico. Nel corso delle audizioni, più soggetti hanno inoltre proposto un monitoraggio annuale dell'applicazione delle nuove disposizioni, così da verificarne gli effetti sulle imprese, sulle amministrazioni e sui territori.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to