Mobilità integrata a Firenze, Casini chiede di ripristinare le agevolazioni e-bike per gli abbonati TPL
14/01/2026
Mentre Firenze prova a rendere più convincente l’alternativa all’auto privata con sconti sugli abbonamenti e interventi sulla micromobilità, il tema dell’“ultimo chilometro” torna al centro del dibattito politico cittadino, perché è proprio nella distanza breve tra fermata e destinazione che spesso si decide se salire su bus e tram o rassegnarsi alla macchina. Su questo punto interviene il consigliere comunale Francesco Casini, che con un question time chiede alla sindaca e alla giunta di ripristinare nel 2026 l’uso agevolato delle e-bike RideMovi per chi possiede l’abbonamento al Trasporto Pubblico Locale (Autolinee Toscane), ricordando che la sperimentazione 2025 è stata utilizzata e apprezzata da migliaia di persone.
Che cosa cambia nel 2026: fine del “pacchetto” e rischio disincentivo
Nel ragionamento di Casini, la questione non è se il bike sharing sia utile in astratto, ma quanto costi quando diventa un’abitudine quotidiana: senza agevolazioni, sostiene, il servizio risulta accessibile soltanto con formule a pagamento che, per un uso frequente, possono superare 30 euro al mese, una soglia che rischia di trasformare la bici condivisa da complemento del TPL a scelta “extra”, quindi sacrificabile.
La sperimentazione 2025, invece, era stata impostata come incentivo concreto alla mobilità integrata, includendo minuti gratuiti sulle e-bike e uso delle bici muscolari con formule dedicate agli abbonati, in modo da coprire i tragitti brevi senza aggiungere un costo percepito come penalizzante rispetto all’auto.
L’“ultimo chilometro” come test di competitività del trasporto pubblico
Quando Casini insiste sull’ultimo chilometro, il sottotesto è semplice e misurabile: un trasporto pubblico può essere economico e capillare, ma se costringe a un pezzo finale scomodo—camminate lunghe, coincidenze, tempi morti—finisce per perdere la competizione quotidiana con l’automobile, soprattutto per chi si muove per lavoro o studio con orari rigidi.
Proprio per questo, la richiesta avanzata in question time mira a un pacchetto chiaro e replicabile, cioè minuti gratuiti o agevolati di e-bike agganciati all’abbonamento TPL, sul modello della sperimentazione 2025, così da rendere più “continua” la catena di spostamento e ridurre l’attrito che spinge molti a scegliere l’auto per tragitti che, sommati, pesano sul traffico e sulla qualità dell’aria.
La risposta attesa: risorse, struttura del progetto e tempi di riattivazione
Nel comunicato collegato al question time, Casini registra anche un elemento politico che conta: la disponibilità dell’amministrazione a lavorare per individuare risorse e reinserire la misura, passaggio che sposta il tema dal piano dell’opportunità a quello dell’attuazione.
A rendere la partita più delicata è il fatto che Firenze, già a fine 2025, ha aggiornato tariffe e formule del bike sharing con piani pensati per i residenti e per l’uso ricorrente, segnale che il Comune considera la bici condivisa un pezzo della mobilità urbana e non una semplice “opzione” per il tempo libero; la richiesta di Casini, però, punta a ristabilire un collegamento esplicito e automatico tra TPL e bike sharing, perché l’integrazione funziona davvero quando il passaggio da bus/tram a bici è immediato e non richiede un secondo abbonamento percepito come separato.
Resta una domanda che vale più di molte dichiarazioni: se il Comune vuole che il trasporto pubblico sia competitivo fino alla porta di casa, quanto è disposto a investire su quel tratto breve che sembra marginale, ma decide l’esito dello spostamento?
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to