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Firenze, scontro sul bando per gli studi di rischio sismico

25/08/2026

Firenze, scontro sul bando per gli studi di rischio sismico

Il Comune di Firenze non avrebbe presentato domanda per accedere al bando regionale da un milione di euro destinato agli studi avanzati di microzonazione sismica. A sollevare il caso è il gruppo Firenze Democratica, che ha annunciato un’interrogazione all’Amministrazione per conoscere le ragioni della mancata partecipazione alla misura finanziata attraverso il PR FESR 2021-2027. Secondo le esponenti del gruppo, l’opportunità avrebbe consentito alla città di approfondire la conoscenza del sottosuolo senza sostenere direttamente i costi dello studio.

Il bando regionale finanziava il 100% degli studi

La Regione Toscana aveva pubblicato nel maggio 2026 un avviso rivolto agli enti locali per la realizzazione di studi di microzonazione sismica di livello 4. La dotazione complessiva era pari a un milione di euro e il contributo previsto poteva coprire il 100% del costo determinato secondo i criteri stabiliti dal bando.

I Comuni interessati dovevano presentare la richiesta entro il 27 giugno 2026. Firenze Democratica sostiene che Palazzo Vecchio non abbia partecipato alla procedura e chiede ora di conoscere quali valutazioni tecniche e amministrative abbiano portato a questa decisione.

Il punto centrale della contestazione riguarda il livello di approfondimento che sarebbe stato possibile raggiungere. Firenze dispone già di una microzonazione sismica di livello III, presente anche nella documentazione della Protezione Civile comunale. Secondo il gruppo consiliare, tuttavia, il livello 4 avrebbe permesso di integrare il quadro esistente con analisi più dettagliate e strumenti ulteriori per la pianificazione.

Un modello 3D per conoscere meglio il sottosuolo

Tra le possibilità indicate dalle esponenti di Firenze Democratica figura la ricostruzione di un modello tridimensionale del sottosuolo, utile a studiare con maggiore precisione la struttura geologica e le caratteristiche che possono influenzare la risposta del terreno durante un terremoto.

Il sottosuolo dell’area fiorentina presenta infatti, secondo quanto richiamato nella dichiarazione politica, una morfologia complessa. Caratteristiche geologiche, stratigrafiche e geotecniche possono incidere sull’amplificazione delle onde sismiche e quindi sulla distribuzione locale degli effetti di un evento tellurico.

Un livello conoscitivo più approfondito potrebbe essere utilizzato nella pianificazione urbanistica, nella progettazione edilizia e nella gestione delle emergenze, soprattutto in una città interessata da numerosi interventi infrastrutturali e trasformazioni urbane.

Firenze Democratica presenta un’interrogazione

Il gruppo chiede quindi al Comune di chiarire pubblicamente perché non sia stata inoltrata la domanda e quali elementi abbiano portato a considerare sufficiente l’attuale quadro degli studi sismici. L’interrogazione punta inoltre a conoscere le eventuali iniziative alternative previste dall’Amministrazione per aggiornare le informazioni sulla vulnerabilità e sulle caratteristiche del territorio.

Firenze Democratica concentra la propria critica anche sull’aspetto economico: il finanziamento regionale avrebbe infatti consentito, secondo quanto previsto dall’avviso, di coprire integralmente il costo dello studio attraverso risorse europee e regionali, evitando quindi un impiego diretto di fondi comunali.

La questione approderà ora sul terreno politico-amministrativo attraverso l’interrogazione annunciata dal gruppo. Al centro della richiesta restano la mancata candidatura al bando e le modalità con cui Palazzo Vecchio intende approfondire in futuro la conoscenza sismica del territorio, anche in relazione alle trasformazioni urbanistiche e infrastrutturali programmate per Firenze.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to