Firenze rilancia gli incentivi 2026 per sostituire i veicoli inquinanti: quasi 2 milioni e novità per scooter e moto elettriche
14/01/2026
La qualità dell’aria, a Firenze, non è un tema da convegno: entra nelle scelte quotidiane, nel traffico, nelle malattie respiratorie, nella differenza – spesso invisibile – tra una città che regge e una città che affatica chi è più vulnerabile. Per questo l’amministrazione guidata da Sara Funaro ha deciso di rinnovare anche per il 2026 la politica degli incentivi per la sostituzione dei veicoli più inquinanti, approvando in giunta una delibera che definisce linee guida e risorse per pubblicare i bandi ufficiali entro fine gennaio.
La proposta è stata portata dall’assessore alla mobilità Andrea Giorgio e prevede uno stanziamento di quasi 2 milioni di euro, fondi provenienti dal Ministero dell’Ambiente, con l’obiettivo di accompagnare la transizione verso mezzi a minor impatto senza scaricare i costi su chi ha meno margini economici. L’impianto si colloca nell’attuazione degli accordi con Regione Toscana e Ministero, finalizzati al miglioramento della qualità dell’aria nel Comune.
A chi spettano gli incentivi e quali territori rientrano nell’agglomerato
I contributi sono rivolti a due grandi platee. La prima comprende i residenti nel Comune di Firenze con ISEE fino a 50.000 euro, con un criterio di progressività: incentivi più alti per fasce ISEE più basse. La seconda riguarda soggetti economici e sociali che operano sul territorio: micro, piccole e medie imprese, lavoratori autonomi ed enti del terzo settore, purché con sede legale o operativa a Firenze o nei Comuni dell’“agglomerato” che comprende Bagno a Ripoli, Campi Bisenzio, Scandicci, Sesto Fiorentino, Calenzano, Lastra a Signa e Signa.
La scelta di includere l’area vasta risponde a una logica concreta: l’aria non riconosce confini amministrativi e gli spostamenti quotidiani, soprattutto per lavoro, attraversano il capoluogo e i comuni limitrofi come un unico sistema urbano.
Veicoli ammessi e novità 2026: dall’auto alla due ruote elettrica
La delibera definisce l’indirizzo generale dei bandi, lasciando ai documenti attuativi i dettagli su importi e graduatorie, che verranno comunicati nelle prossime settimane. La linea è chiara: sostituire veicoli inquinanti – in particolare diesel fino a Euro 5 – con mezzi più puliti, sia nuovi sia usati. Per i privati, l’acquisto di usato è previsto nelle categorie ammesse, ma con un’esclusione importante: niente usato diesel.
Le alimentazioni che rientrano nel perimetro includono benzina di ultima generazione (anche mild-hybrid), ibrido, elettrico, plug-in, GPL, metano e bifuel. Per i soggetti giuridici la platea si allarga: è previsto il contributo anche per l’acquisto di diesel Euro 6, scelta che tiene conto del ruolo operativo dei veicoli aziendali e della necessità, in alcuni settori, di aggiornare il parco mezzi senza bloccare l’attività.
La vera novità, però, è un cambio di prospettiva: per la prima volta il Comune incentiva anche lo scambio di un’auto inquinante con uno scooter o una moto elettrica, includendo anche ciclomotori, tricicli, quadricicli a trazione elettrica o ibrida elettrica, omologati Euro 5. L’obiettivo dichiarato è duplice: ridurre le emissioni e, insieme, provare a diminuire il numero complessivo di auto circolanti, offrendo un’alternativa realistica a chi potrebbe rinunciare alla seconda o terza vettura di famiglia.
Per la categoria due ruote e affini, sono previsti due paletti: prezzo massimo di acquisto 10.000 euro e incentivo che non può superare il 50% del costo.
Andrea Giorgio lega la misura a una strategia integrata che comprende bonus al trasporto pubblico, incentivi all’uso della bici, nuove linee tramviarie e ciclabili, con un’attenzione esplicita alla dimensione sociale della transizione. La vicesindaca e assessora all’ambiente Paola Galgani insiste sullo stesso punto: incentivi come strumento per migliorare l’aria senza lasciare indietro nessuno, dentro un pacchetto di politiche ambientali e di mobilità che l’amministrazione intende proseguire.
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