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Firenze, otto ambulatori nel centro storico per i medici di base

05/05/2026

Firenze, otto ambulatori nel centro storico per i medici di base

Otto nuovi ambulatori nel centro storico di Firenze per rafforzare la presenza dei medici di medicina generale nelle aree dove l’assistenza territoriale fatica maggiormente a garantire risposte immediate. La misura annunciata dall’amministrazione comunale è stata accolta positivamente dal consigliere del Partito Democratico Nicola Armentano, che ha sottolineato il valore sanitario e sociale dell’intervento, soprattutto per la vicinanza a strutture che ospitano persone fragili.

Il tema, secondo Armentano, riguarda la capacità della città di costruire presidi di prossimità in grado di intercettare bisogni quotidiani di salute prima che si trasformino in accessi impropri o evitabili ai pronto soccorso. La presenza di ambulatori in una zona centrale, dove vivono anche anziani e persone con condizioni di particolare vulnerabilità, viene letta come un passaggio utile per avvicinare i servizi sanitari ai luoghi della fragilità.

Ambulatori vicino alle strutture per persone fragili

Nel suo intervento, il consigliere PD ha richiamato la collocazione degli spazi messi a disposizione, evidenziando la presenza nell’area di una struttura con anziani fragili e del presidio di San Silvestro, dove si trovano persone in difficoltà. Per Armentano, proprio questa vicinanza può rappresentare un elemento concreto di integrazione tra assistenza sanitaria di base e bisogni sociali.

L’auspicio espresso è che siano molti i medici disponibili a prestare la propria professionalità all’interno dei nuovi ambulatori. Una partecipazione ampia dei medici di medicina generale permetterebbe infatti di consolidare un servizio essenziale in un’area urbana dove la risposta della medicina del territorio risulta più complessa, anche per la particolare composizione sociale e demografica del centro storico.

Il ruolo della medicina territoriale

Armentano ha collegato l’iniziativa al percorso delle case di comunità e degli hub sanitari, richiamando il quadro previsto dal DM 77. Secondo il consigliere, questi strumenti possono diventare parte di un modello capace di dare risposte più vicine ai cittadini, soprattutto per quelle esigenze di salute che, quando restano senza soluzione sul territorio, finiscono spesso per riversarsi sugli ospedali.

La possibilità di ricevere assistenza di base in spazi accessibili e distribuiti sul territorio può contribuire a ridurre la pressione sui pronto soccorso, dove si concentrano anche casi che potrebbero essere gestiti in modo diverso se fossero presenti servizi intermedi e presidi sanitari di prossimità. Il punto indicato dal consigliere riguarda quindi la necessità di prevenire gli ingorghi ospedalieri, le attese prolungate e le difficoltà organizzative legate a una domanda sanitaria non filtrata.

RSA e presidi sanitari, l’integrazione richiesta

Un altro passaggio centrale delle dichiarazioni riguarda il rapporto tra RSA, strutture socio-sanitarie e medicina territoriale. Armentano ha evidenziato come le persone ospitate nelle residenze siano spesso anziane, con condizioni di fragilità elevata e patologie complesse, dunque più esposte alla necessità di controlli, valutazioni e interventi sanitari continuativi.

Per questa ragione, secondo il consigliere PD, avvicinare gli spazi in cui vivono persone fragili ai presidi sanitari rappresenta una scelta utile e coerente con una visione di assistenza più integrata. Gli otto ambulatori nel centro storico possono quindi assumere una funzione più ampia rispetto alla sola disponibilità di stanze per i medici: diventare piccoli punti di riferimento sanitari, collegati ai bisogni reali della popolazione e capaci di sostenere una rete territoriale più efficace.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to