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Come schiarirsi i capelli in modo sicuro e con risultati naturali

11/02/2026

Come schiarirsi i capelli in modo sicuro e con risultati naturali

Schiarire i capelli significa modificare la struttura del pigmento naturale o artificiale presente nella fibra capillare, un processo che può dare risultati molto diversi a seconda del colore di partenza, dello stato di salute del capello e della tecnica utilizzata. Una schiaritura ben eseguita permette di ottenere riflessi luminosi, un biondo uniforme o un effetto degradé naturale, mentre un intervento improvvisato rischia di provocare capelli secchi, rotti, opachi e con tonalità indesiderate come arancio o giallo intenso.

Per ottenere un risultato credibile e soprattutto gestibile nel tempo, è utile conoscere le principali opzioni disponibili, capire quando si può intervenire a casa e quando invece è preferibile rivolgersi a un professionista, oltre a imparare come mantenere i capelli schiariti senza comprometterne la qualità.

Valutare il colore di partenza e scegliere il tipo di schiaritura

Quando si decide di schiarire i capelli, il primo passaggio consiste nel capire quale risultato è realisticamente raggiungibile, perché non tutti i colori di partenza reagiscono allo stesso modo. Un castano scuro, per esempio, tende a sviluppare riflessi ramati o aranciati se viene schiarito rapidamente, mentre un biondo scuro o un castano chiaro può diventare più luminoso con una semplice ossidazione leggera.

Il colore naturale influenza anche il numero di livelli di schiaritura ottenibili: in cosmetica si parla spesso di scala da 1 a 10, dove 1 è nero e 10 è biondo chiarissimo. Un prodotto schiarente può alzare mediamente da 1 a 4 toni, ma solo se il capello è sano e se la formulazione è corretta. Tentare di schiarire di 5-6 toni in un’unica sessione è una delle cause principali di rottura e perdita di elasticità.

Anche la presenza di tinte precedenti cambia completamente il comportamento del capello. Un colore artificiale, soprattutto se scuro, non si schiarisce in modo uniforme con prodotti delicati e spesso richiede una decolorazione mirata. Chi ha applicato henné o colorazioni vegetali deve fare ancora più attenzione, perché alcune miscele possono reagire in modo imprevedibile con agenti ossidanti, creando sfumature verdi o opache.

Prima di scegliere una tecnica, conviene stabilire se l’obiettivo è un cambio evidente o solo un effetto luce. Schiarire di uno o due toni con riflessi naturali è più semplice e meno aggressivo rispetto a trasformare un castano in un biondo freddo.

Schiaritura naturale: camomilla, miele e rimedi delicati

Chi desidera un risultato graduale può utilizzare metodi naturali, utili soprattutto su capelli già chiari o con base biondo scuro. Queste tecniche non sostituiscono una decolorazione, ma possono dare riflessi dorati e una maggiore luminosità nel tempo, riducendo il rischio di danni.

La camomilla è uno dei rimedi più conosciuti perché contiene apigenina, un pigmento naturale che tende a depositarsi sulla fibra. Un infuso concentrato, applicato sui capelli dopo lo shampoo e lasciato in posa, può dare riflessi più caldi e un leggero schiarimento, visibile soprattutto dopo applicazioni ripetute. Il limite principale è che il risultato è lento e quasi impercettibile su castani medi o scuri.

Il miele è interessante perché contiene tracce di perossido di idrogeno naturale, che si attiva in presenza di acqua e calore. Applicato come maschera con un balsamo neutro e lasciato in posa per alcune ore, può contribuire a schiarire leggermente e rendere i capelli più morbidi. Il risultato tende a essere più evidente su capelli biondi o castano chiaro, mentre su basi scure agisce quasi esclusivamente come trattamento nutriente.

Il limone viene spesso consigliato, ma va usato con prudenza perché l’acido citrico può seccare la fibra e aumentare la sensibilità al sole. Su capelli già fragili o trattati, l’effetto può essere opposto a quello desiderato, con punte che diventano opache e ruvide. Se si sceglie di usarlo, conviene sempre diluirlo e abbinarlo a un trattamento idratante immediatamente dopo.

Questi metodi possono funzionare per chi vuole un effetto estivo leggero e progressivo, ma richiedono costanza e non permettono di controllare con precisione la tonalità finale.

Come schiarire i capelli a casa con tinture e schiarenti

Per ottenere un cambiamento più visibile, molti scelgono kit schiarenti o tinture bionde disponibili in commercio. In questo caso bisogna distinguere tra colorazione ossidativa e decolorazione vera e propria, perché sono processi differenti.

Le tinture schiarenti, spesso indicate come “biondo chiaro” o “super schiarente”, funzionano bene sui capelli naturali e possono alzare di alcuni toni il colore di partenza. Non sono adatte per schiarire capelli già tinti scuri, perché il colore artificiale non viene rimosso in modo efficace. Su un castano chiaro naturale possono dare un biondo scuro caldo, mentre su un castano medio tendono a produrre riflessi ramati.

La decolorazione, invece, utilizza polvere decolorante e ossigeno (ossidante) per rimuovere il pigmento. È più potente ma anche più aggressiva. L’ossigeno viene misurato in volumi, di solito 10, 20, 30 o 40 volumi: più alto è il volume, maggiore è la capacità di schiaritura, ma aumenta anche il rischio di irritazione e danno strutturale. Per uso domestico, 20 volumi è generalmente la scelta più gestibile, mentre 30 e 40 richiedono esperienza perché possono portare a schiariture irregolari e bruciature del cuoio capelluto.

Una regola pratica consiste nel non applicare la miscela direttamente sulle radici se l’obiettivo è un biondo uniforme. Il calore naturale del cuoio capelluto accelera la schiaritura, creando radici più chiare rispetto alle lunghezze. In genere si applica prima sulle lunghezze e solo dopo alcuni minuti sulle radici, modulando il tempo di posa.

Un altro errore comune è lasciare il prodotto oltre il tempo consigliato. Il capello non continua a schiarirsi in modo lineare: dopo un certo punto inizia a degradarsi senza migliorare realmente il colore. Se il risultato è troppo aranciato, la soluzione corretta non è aumentare il tempo all’infinito, ma programmare una seconda schiaritura più delicata a distanza di alcuni giorni, oppure intervenire con un toner.

Tecniche professionali: balayage, colpi di sole e decolorazione controllata

Quando si desidera un risultato naturale e uniforme, tecniche come balayage, shatush o colpi di sole risultano spesso più gestibili rispetto a una schiaritura totale. Questi metodi permettono di lavorare su ciocche selezionate, creando profondità e movimento, riducendo l’impatto della ricrescita.

Il balayage è una tecnica manuale in cui il prodotto schiarente viene applicato in modo sfumato, senza stacchi netti. Il vantaggio è che la ricrescita è meno evidente e la manutenzione può essere più lunga, spesso 3-4 mesi prima di un ritocco, a seconda del contrasto scelto.

I colpi di sole classici lavorano con ciocche più definite e spesso con cartine, ottenendo un effetto più luminoso ma anche più visibile. Questa soluzione è indicata per chi vuole schiarire in modo evidente ma senza cambiare completamente base.

La decolorazione totale, invece, viene scelta quando l’obiettivo è diventare biondi chiari o platino. Qui il lavoro del parrucchiere è fondamentale perché permette di controllare la porosità del capello, modulare i volumi dell’ossigeno e applicare prodotti protettivi come plex ricostruttori, utili per limitare la rottura e mantenere elasticità.

Un aspetto tecnico spesso sottovalutato riguarda la tonalizzazione. Dopo la schiaritura, il pigmento residuo può essere giallo o arancio, e serve un toner per ottenere un biondo freddo, beige o cenere. Senza questa fase, il risultato appare spesso “ossidato” e poco naturale, soprattutto su basi scure.

Come mantenere i capelli schiariti: prodotti, idratazione e tonalizzazione

Una volta schiariti, i capelli richiedono una gestione più attenta perché la cuticola risulta più aperta e la fibra tende a perdere acqua e proteine. La differenza si nota subito: capelli che prima erano lucidi e corposi possono diventare secchi e fragili se non si interviene con trattamenti mirati.

Uno shampoo specifico per capelli schiariti, possibilmente senza solfati aggressivi, aiuta a ridurre lo sbiadimento e a preservare la tonalità. Chi tende a sviluppare riflessi gialli può usare uno shampoo viola una o due volte a settimana, perché i pigmenti violacei neutralizzano il giallo. È importante però non abusarne, perché un uso eccessivo può rendere il capello spento o leggermente grigiastro.

Le maschere idratanti e ricostruttive sono essenziali. Una maschera nutriente a base di oli vegetali e burri può migliorare morbidezza e pettinabilità, mentre un trattamento proteico a base di cheratina o aminoacidi può rafforzare la struttura. Alternare idratazione e ricostruzione è spesso la strategia più efficace, perché un eccesso di proteine può irrigidire il capello.

Anche il calore va gestito con attenzione. Piastre e ferri ad alte temperature accelerano la disidratazione e aumentano la rottura, quindi l’uso di un termoprotettore diventa indispensabile. Una temperatura tra 160 e 180 gradi è spesso sufficiente per lo styling, mentre superare i 200 gradi su capelli decolorati aumenta notevolmente il rischio di danni.

Un ultimo elemento riguarda la manutenzione del colore. Un toner o un gloss effettuato periodicamente, anche ogni 4-6 settimane, permette di mantenere un biondo uniforme e di evitare l’effetto aranciato tipico delle schiariture che ossidano con il tempo. In casa si possono usare maschere tonalizzanti o riflessanti, utili per rinfrescare il colore senza ricorrere ogni volta a una tinta completa.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.