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Borse di studio per studenti e ricercatori palestinesi: l’Università di Firenze apre il bando

14/04/2026

Borse di studio per studenti e ricercatori palestinesi: l’Università di Firenze apre il bando

Quindici percorsi di studio e di ricerca potranno riprendere forma lontano dalla guerra, dentro un’università italiana che sceglie di trasformare la solidarietà in un progetto concreto. L’Università di Firenze ha aperto il bando destinato a studenti, studentesse, ricercatrici e ricercatori palestinesi, con l’obiettivo di offrire una possibilità reale a chi ha visto interrompersi il proprio cammino accademico a causa del conflitto che ha devastato Gaza e segnato in profondità anche la vita nei territori occupati della Cisgiordania.

L’iniziativa nasce da una campagna promossa da Unicoop Firenze e dalla Fondazione Il Cuore si scioglie, costruita insieme all’Ateneo fiorentino e sostenuta da una rete di soggetti che hanno scelto di mettere competenze, risorse e strutture al servizio del diritto allo studio. Accanto all’Università figurano la Comunità Islamica di Firenze e Toscana, il Centro Internazionale Studenti Giorgio La Pira, la Fondazione Giovanni Paolo II, la Regione Toscana e l’Azienda regionale per il diritto allo studio universitario della Toscana. Tra dicembre e gennaio la raccolta fondi ha raggiunto 305.443 euro, una cifra che restituisce con chiarezza il peso di una mobilitazione diffusa e la volontà di dare continuità a vite sospese dalla violenza del conflitto.

Quindici borse per ricostruire percorsi interrotti dalla guerra

Il bando aperto da Unifi consentirà di individuare i beneficiari delle borse di studio, che saranno in tutto quindici. Dieci sono destinate alla popolazione studentesca: otto per corsi di laurea triennale e due per corsi di laurea magistrale a ciclo unico. A queste si aggiungono cinque borse annuali rivolte a ricercatrici e ricercatori. L’impianto dell’iniziativa è stato definito nell’ambito dell’accordo sottoscritto dai partner, che hanno stabilito criteri e modalità di selezione per l’assegnazione dei sostegni.

Potranno accedere al bando candidate e candidati con cittadinanza palestinese e in possesso dei requisiti richiesti. Sul piano economico, l’Università di Firenze garantirà un contributo mensile di 400 euro per gli studenti, mentre ai ricercatori sarà riconosciuto un sostegno annuale di 4.800 euro. Si tratta di importi che da soli non esauriscono il senso dell’operazione, perché il progetto è stato pensato come un sistema di accompagnamento complessivo, capace di intervenire non soltanto sulla dimensione economica ma anche su quella abitativa, linguistica, sanitaria e relazionale.

Una rete di sostegno che va oltre il contributo economico

Il valore più rilevante dell’iniziativa sta proprio nella rete costruita attorno alle borse. I beneficiari potranno contare infatti su vitto, alloggio, corsi di lingua italiana, supporto psicologico, copertura sanitaria, attività di tutoraggio e abbonamento ai trasporti locali. DSU Toscana contribuirà in particolare per la parte relativa agli alloggi, confermando il ruolo decisivo degli enti che operano sul diritto allo studio nel trasformare un’opportunità formale in un percorso davvero accessibile.

I risultati della campagna e l’apertura del bando sono stati presentati nella sede di Unicoop Firenze, alla presenza della rettrice Alessandra Petrucci, della presidente del Consiglio di Sorveglianza di Unicoop Firenze Daniela Mori e dell’imam di Firenze Izzedin Elzir. All’incontro hanno partecipato anche il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, il presidente della Fondazione Giovanni Paolo II Damiano Bettoni e il presidente del Centro Internazionale Studenti La Pira Marco Salvatori.

Nelle parole della rettrice Petrucci emerge il profilo più profondo di questa scelta: sostenere il diritto allo studio, l’inclusione, la continuità formativa e la ricerca per chi proviene da contesti di particolare fragilità. È una dichiarazione che colloca il progetto dentro una visione precisa dell’università, intesa non soltanto come luogo di formazione, ma come istituzione capace di assumersi una responsabilità pubblica di fronte alle fratture del presente. La collaborazione tra Ateneo, realtà del territorio, istituzioni e mondo cooperativo dimostra che, quando i principi trovano strumenti adeguati, possono diventare possibilità concrete.

Per i quindici giovani palestinesi che saranno selezionati, Firenze non rappresenterà soltanto una destinazione accademica. Sarà il luogo in cui ricominciare a studiare, fare ricerca, rimettere in ordine il tempo spezzato dalla guerra. Ed è proprio in questo passaggio, tra accoglienza e continuità, che l’iniziativa acquista il suo significato più pieno.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.