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Age-It e la sfida dell’invecchiamento: dalla ricerca alle politiche per il futuro

30/01/2026

Age-It e la sfida dell’invecchiamento: dalla ricerca alle politiche per il futuro

L’invecchiamento della popolazione non è più una variabile marginale nelle analisi economiche e sociali, ma una componente strutturale che incide sulla crescita, sul lavoro, sul welfare e sulla coesione tra generazioni. In questo scenario si colloca Age-It, il più ampio partenariato esteso nazionale dedicato alla ricerca sull’invecchiamento, che ha recentemente tracciato un bilancio dei primi tre anni di attività finanziati dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del PNRR.

Il punto sul lavoro svolto è stato presentato a Roma, il 28 gennaio, durante il convegno “Invecchiare bene in una società che cambia. Il Programma Age-It e le politiche per il futuro”, organizzato in collaborazione con INPS. Un’occasione di confronto che ha messo in dialogo ricerca scientifica, istituzioni e decisori pubblici, con uno sguardo rivolto alle trasformazioni demografiche già in atto.

Un investimento che produce valore sociale

Age-It coinvolge circa 800 ricercatori appartenenti a 27 enti e istituzioni, coordinati dall’Università di Firenze, e rappresenta un esempio concreto di ricerca integrata. Secondo una valutazione economica presentata nel corso dei lavori, l’investimento del PNRR nella ricerca sull’invecchiamento è destinato a generare benefici sociali stimati intorno ai 25 miliardi di euro nei prossimi vent’anni, con un tasso di rendimento interno compreso tra il 25 e il 35%. Un dato che colloca il programma ben al di sopra dei tradizionali benchmark degli investimenti pubblici.

Come ha sottolineato la rettrice dell’Università di Firenze Alessandra Petrucci, presidente di Age-It, l’invecchiamento va letto come una questione che attraversa crescita economica, sostenibilità del welfare e coesione sociale. Investire in ricerca multidisciplinare significa, in questa prospettiva, costruire oggi le basi per un Paese capace di trasformare una transizione demografica profonda in una leva di sviluppo.

Ricerca multidisciplinare e nuove soluzioni

Il quadro demografico italiano – con quasi un quarto della popolazione sopra i 65 anni, un’aspettativa di vita elevata e tassi di fecondità persistentemente bassi – pone interrogativi complessi. Age-It ha scelto di affrontarli attraverso dieci filiere di ricerca che integrano dimensioni sociali, economiche, biomediche e tecnologiche.

Tra i filoni più avanzati vi sono gli studi sul rallentamento dei processi di invecchiamento a livello cellulare, le ricerche sul legame tra età avanzata e malattia di Alzheimer, ma anche lo sviluppo di tecnologie per l’invecchiamento attivo. Nei laboratori fiorentini, ad esempio, sono state progettate le cosiddette “macchine sociali”: robot, applicazioni digitali, strumenti di realtà virtuale e aumentata in grado di interagire con le persone e di supportare diagnosi precoci, prevenzione e riabilitazione.

Secondo il coordinatore scientifico di Age-It, Daniele Vignoli, i risultati raggiunti dimostrano come l’investimento nella conoscenza produca effetti duraturi sul benessere individuale, sulla riduzione delle disuguaglianze e sulla solidità del sistema economico.

Il percorso non si arresta con la conclusione della fase PNRR. L’eredità di Age-It confluirà infatti nell’Istituto Italiano sull’Invecchiamento, chiamato a offrire una visione di lungo periodo su un’Italia più sostenibile, inclusiva e capace di mantenere un equilibrio tra le generazioni in una società che cambia.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.