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Un disegno di Nadia Nencioni donato alla Città Metropolitana: memoria viva a Palazzo Medici Riccardi

26/02/2026

Un disegno di Nadia Nencioni donato alla Città Metropolitana: memoria viva a Palazzo Medici Riccardi

Un gesto semplice, carico di significato, ha segnato la seduta del Consiglio metropolitano a Palazzo Medici Riccardi. La sindaca di Fucecchio e consigliera metropolitana Emma Donnini ha consegnato alla sindaca della Città Metropolitana di Firenze, Sara Funaro, un disegno realizzato da Nadia Nencioni, una delle due bambine uccise nella strage di via dei Georgofili il 27 maggio 1993.

Il disegno è stato donato alla Città Metropolitana su richiesta della dirigente dell’Istituto comprensivo di Vinci, Tamara Blasi. Alcuni mesi fa l’istituto ha intitolato la scuola media di Sovigliana a Nadia e Caterina Nencioni, le due sorelle di 9 anni e 50 giorni rimaste vittime dell’attentato mafioso che colpì Firenze e il suo patrimonio artistico nel cuore della notte.

Un ricordo custodito per oltre trent’anni

Tamara Blasi, all’epoca giovane insegnante, svolse la sua prima supplenza proprio nella scuola e nella classe frequentata da Nadia. Conservò i disegni dei bambini, tra cui quello della piccola Nencioni, custodendoli nel tempo come frammenti di vita e di quotidianità spezzata. Oggi, a distanza di oltre trent’anni, quel foglio diventa testimonianza pubblica, affidata alla comunità metropolitana.

La consegna del disegno in aula è stata accompagnata da un momento di profonda commozione: l’intera Assemblea si è alzata in piedi in segno di rispetto, tributando un lungo applauso. Un gesto collettivo che ha unito memoria privata e istituzione, dolore e responsabilità civile.

Un segno da rendere visibile

Accogliendo il dono, la sindaca Sara Funaro ha proposto che il disegno venga collocato in un luogo visibile a tutti, affinché possa essere parte integrante dei momenti di memoria condivisa promossi dall’ente. L’intenzione è trasformare quel segno infantile in uno spazio permanente di riflessione, capace di ricordare non soltanto le vittime, ma anche il valore della cultura, della scuola e dell’impegno contro ogni forma di violenza.

La strage di via dei Georgofili segnò una ferita profonda nella città di Firenze e nell’intero Paese. Restituire voce a una bambina attraverso un suo disegno significa riaffermare che la memoria non è solo commemorazione, ma cura quotidiana della storia, soprattutto quando riguarda le vite più fragili.

Quel foglio, tracciato con la spontaneità di un’infanzia interrotta, diventa oggi patrimonio di una comunità più ampia. Non un semplice ricordo, ma un simbolo che interroga il presente e invita a custodire, con attenzione e consapevolezza, la memoria delle vittime innocenti.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to