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Toscana, Ecotassa rifiuti: aliquote fino a 21 euro

29/07/2026

Toscana, Ecotassa rifiuti: aliquote fino a 21 euro

Le commissioni Bilancio e Ambiente del Consiglio regionale della Toscana hanno approvato a maggioranza, con il voto contrario delle opposizioni, la proposta di modifica dell’Ecotassa sui rifiuti conferiti in discarica. Il provvedimento, licenziato con procedura d’urgenza martedì 28 luglio, passerà ora all’esame dell’Assemblea regionale, convocata fino a venerdì 31 luglio. L’obiettivo è completare l’iter entro la scadenza necessaria per rendere operative le nuove tariffe dal 1° gennaio 2027.

Rifiuti speciali, tariffa da 15 a 21 euro a tonnellata

La proposta interviene sulla legge regionale 60 del 1996, aggiornando una disciplina applicata da circa trent’anni. La principale modifica riguarda i rifiuti speciali non pericolosi conferiti in discarica, per i quali l’aliquota dovrebbe salire dagli attuali 15 euro a 21 euro per tonnellata.

L’incremento interesserebbe anche i rifiuti speciali pericolosi definiti stabili e non reattivi. Resterebbero previste alcune eccezioni per specifiche categorie, tra cui materiali inerti, macerie provenienti dall’edilizia e determinati scarti derivanti da processi termici o minerari.

Il testo introduce inoltre una distinzione tra rifiuti prodotti in Toscana e materiali provenienti da altre regioni. La misura ridotta del tributo, pari al 20% dell’aliquota ordinaria, continuerebbe a essere applicata agli scarti e ai sovvalli generati sul territorio regionale. Per quelli trasportati da fuori Toscana verrebbe invece richiesto il pagamento dell’importo pieno.

La Regione intende così limitare l’arrivo di consistenti quantità di rifiuti verso gli impianti toscani, preservando la capacità residua delle discariche e favorendo una gestione più vicina ai luoghi di produzione.

Oltre 6,3 milioni destinati a bonifiche e controlli

Il maggiore gettito atteso dalla revisione dell’Ecotassa è stimato in oltre 6,3 milioni di euro. Le risorse avranno destinazione vincolata e dovrebbero essere impiegate per finanziare bonifiche ambientali, attività di controllo dell’Arpat, progetti per l’economia circolare e interventi nei parchi.

Una quota pari al 10% sarà destinata ai Comuni che ospitano gli impianti di smaltimento e alle amministrazioni dei territori limitrofi, attraverso forme di ristoro legate alle conseguenze ambientali e infrastrutturali derivanti dalla presenza delle discariche.

Durante l’illustrazione della proposta è stato ricordato che Toscana e Puglia dispongono delle maggiori volumetrie residue di discarica a livello nazionale. Il costo contenuto applicato ad alcune tipologie di rifiuto, in certi casi vicino ai tre euro per tonnellata, potrebbe rendere gli impianti regionali particolarmente convenienti per operatori provenienti da altre parti d’Italia.

Un emendamento per evitare aumenti sulla Tari

Il presidente della commissione Ambiente, Gianni Lorenzetti, sta preparando un emendamento da presentare direttamente in Aula per evitare che l’aumento del tributo produca effetti sulle bollette delle famiglie. La modifica riguarderebbe l’articolo 23-bis della legge regionale e fisserebbe a tre euro per tonnellata l’Ecotassa applicata agli scarti e ai sovvalli derivanti dal trattamento dei rifiuti urbani.

La previsione comprenderebbe i residui prodotti dalle attività di selezione, riciclaggio e compostaggio. Secondo Lorenzetti, questo meccanismo permetterebbe di sterilizzare l’aumento rispetto alla Tari pagata dai cittadini, mantenendo allo stesso tempo le entrate necessarie per sostenere bonifiche e politiche ambientali.

Le commissioni hanno inoltre approvato un emendamento, firmato dai presidenti Vittorio Salotti e Gianni Lorenzetti, che stabilisce l’entrata in vigore della legge nel giorno della pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Toscana. La scelta è legata alla necessità di rispettare i termini previsti dalla normativa nazionale per l’applicazione dei tributi regionali dal 2027.

Maggioranza favorevole, opposizioni contro tempi e metodo

Il confronto nelle commissioni è stato particolarmente acceso. Lorenzetti ha spiegato che la proposta era stata separata dalla recente variazione di bilancio per consentire un esame autonomo, pur riconoscendo l’urgenza tecnica collegata alla scadenza del 31 luglio. La priorità indicata dalla maggioranza è reperire risorse per le bonifiche e proteggere il territorio dall’eccessivo ricorso alle discariche.

Francesco Casini, di Casa Riformista, ha condiviso il principio secondo cui chi produce maggiore inquinamento debba sostenere costi più elevati, ma ha richiamato la mancanza di alternative impiantistiche adeguate per le imprese. A suo giudizio, il tema dovrebbe essere affrontato all’interno di una strategia complessiva sul ciclo dei rifiuti.

Massimiliano Ghimenti, di Alleanza Verdi e Sinistra, ha sostenuto la necessità di chiedere un contributo maggiore ai produttori di rifiuti speciali, destinando le entrate alle politiche ambientali e alle bonifiche. Il consigliere ha richiamato una disciplina simile già adottata in Veneto.

Le opposizioni hanno contestato sia il contenuto del provvedimento sia la rapidità dell’esame. Alessandro Capecchi, di Fratelli d’Italia, ha sollevato dubbi sulla differenziazione tra rifiuti toscani ed extraregionali, richiamando possibili profili di illegittimità costituzionale e una presunta incoerenza con il Piano regionale dei rifiuti.

Alessandro Tomasi e Chiara La Porta hanno criticato la mancata consultazione preventiva di sindaci e associazioni di categoria, sostenendo che l’aumento delle tariffe non sarebbe sufficiente a ridurre i flussi senza una strategia per completare il ciclo impiantistico. Jacopo Maria Ferri e Serena Bulleri hanno invece paventato il rischio di ricorsi e contenziosi.

Il voto definitivo atteso entro il 31 luglio

La proposta arriverà ora nell’Aula del Consiglio regionale, dove potranno essere presentati ulteriori emendamenti. L’approvazione entro il 31 luglio consentirebbe alla Toscana di applicare le nuove aliquote a partire dal prossimo anno.

La revisione viene collegata al principio di prossimità previsto dalla normativa ambientale nazionale, che punta a gestire i rifiuti vicino al luogo in cui vengono prodotti, limitando trasporti e impatti. Il provvedimento richiama inoltre gli obiettivi europei di riduzione del conferimento in discarica e di rafforzamento del riciclo e dell’economia circolare.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to