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Suolo pubblico e diritti del lavoro: la posizione di Sinistra Progetto Comune

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di Annalisa Biasi

11/01/2026

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Le dichiarazioni di Dmitrij Palagi e Antonella Bundu riportano al centro del dibattito politico cittadino un tema che da tempo attraversa le scelte amministrative: il rapporto tra concessione di suolo pubblico alle attività di somministrazione e il rispetto delle condizioni di lavoro. Un nodo che, secondo Sinistra Progetto Comune, non può essere affrontato con strumenti indiretti o soluzioni che rischiano di spostare l’onere economico dalla parte datoriale alla collettività.

Nel loro intervento, Palagi e Bundu rivendicano una linea portata avanti in modo costante negli anni: legare in maniera esplicita il diritto a occupare spazio pubblico alla piena tutela della dignità di chi lavora, a partire dalla regolarità contrattuale e da una retribuzione adeguata. Una proposta che, ricordano, ha incontrato a lungo resistenze, motivate dall’idea che la materia non rientrasse nelle competenze comunali, salvo rare eccezioni.

Il cambio di passo del centrosinistra e le perplessità sul metodo

L’apertura mostrata oggi da AVS-Ecolò e Partito Democratico viene letta come un cambio di posizione dell’Amministrazione di centrosinistra, accolto con interesse ma anche con prudenza. Sinistra Progetto Comune dichiara di voler valutare nel dettaglio gli emendamenti presentati, evidenziando tuttavia una criticità di fondo: l’impostazione che punta su incentivi economici per premiare chi rispetta le regole.

Secondo Palagi e Bundu, questa scelta solleva una questione politica prima ancora che ideologica. Premiare economicamente le imprese che applicano contratti regolari e salari adeguati significa, di fatto, trasferire sulla fiscalità generale una parte di costi che dovrebbero restare in capo ai datori di lavoro. Una dinamica che, a loro avviso, indebolisce la costruzione di un patto sociale credibile e rischia di ridurre il rispetto dei diritti a una voce amministrativa, anziché a un principio strutturale.

La proposta alternativa avanzata da tempo è netta: sanzioni con un chiaro valore politico. Chi non rispetta le persone che lavorano perde la concessione del suolo pubblico. Una misura che, nella visione di Sinistra Progetto Comune, rafforza il legame tra azione amministrativa e battaglie sindacali, evitando scorciatoie che svuotano il significato delle regole.

Il nodo dei contenziosi e la richiesta di chiarimenti

Accanto alla critica di merito, emerge un elemento tecnico che rischia di produrre effetti paradossali. Palagi e Bundu segnalano l’esistenza di contenziosi aperti legati al recepimento parziale di alcune loro proposte. In particolare, si sarebbe determinata una situazione in cui le attività che regolarizzano la posizione lavorativa del personale, come previsto dalla normativa, non possono successivamente tornare a occupare suolo pubblico.

Una contraddizione che viene definita potenzialmente grave e che spinge il gruppo a chiedere un chiarimento formale all’Avvocatura e agli uffici competenti. L’obiettivo dichiarato resta quello di favorire lavoro regolare, ben retribuito e centrale nelle politiche urbane, evitando che strumenti amministrativi producano effetti opposti, come la penalizzazione di chi si adegua alle regole o la chiusura delle attività.

Il confronto, dunque, non riguarda soltanto singoli emendamenti, ma il modello di città e di relazioni sociali che l’Amministrazione intende costruire attraverso le proprie scelte.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to