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Strade scolastiche nel Quartiere 1: a Firenze parte il confronto per l’area della scuola Agnesi

15/01/2026

Strade scolastiche nel Quartiere 1: a Firenze parte il confronto per l’area della scuola Agnesi

Una scuola, all’ora di entrata e di uscita, è spesso una piccola prova generale di città: auto in doppia fila, attraversamenti incerti, clacson, fretta, bambini che si muovono in mezzo a un traffico pensato per altro. A Firenze, nel Quartiere 1, si apre un percorso che punta a cambiare quel copione, almeno in via sperimentale: dopo l’approvazione in Consiglio comunale della mozione “Zone scolastiche come volano per la trasformazione della mobilità urbana quale fattore strategico della transizione ecologica e della qualità della vita”, prende avvio un processo di confronto che porterà alla sperimentazione di strade scolastiche anche in questa parte della città.

Il primo incontro nasce come momento di dialogo tra genitori, insegnanti, residenti e istituzioni di quartiere per immaginare insieme uno spazio adiacente alla scuola Agnesi che risponda alle esigenze di chi lo attraversa ogni giorno: chi accompagna, chi vive nella zona, chi lavora nelle vicinanze, chi – soprattutto – quel tratto lo percorre con passo piccolo e imprevedibile.

Cosa sono le strade scolastiche e perché cambiano la vita attorno a una scuola

Le strade scolastiche sono tratti di strada o piazzali vicini agli edifici scolastici nei quali il traffico degli autoveicoli viene vietato, in modo temporaneo (di solito nelle fasce orarie di ingresso e uscita) oppure permanente. L’obiettivo non è “togliere spazio” in senso punitivo, ma restituire un margine di sicurezza e vivibilità dove il rischio è più alto e dove le persone fragili – bambini, famiglie con passeggini, anziani – dovrebbero essere la priorità naturale.

I benefici attesi, se il dispositivo è costruito bene, sono concreti: accessi più sicuri, minore pressione di traffico davanti ai cancelli, incentivo alla mobilità attiva (camminare, bici, monopattini dove consentiti), una socialità più spontanea e, con essa, una presenza adulta diffusa che spesso funziona da deterrente anche per comportamenti pericolosi. In più, sul piano ambientale, ridurre code e soste a motore acceso ha un impatto diretto sulla qualità dell’aria proprio negli orari in cui l’area si riempie di bambini.

La base normativa: “zona scolastica” nel Codice della Strada

Il percorso non si muove nel vuoto. In Italia la Legge n. 120/2020 ha introdotto nel Codice della Strada la definizione di “zona scolastica”, affidando ai Comuni la possibilità di istituirla con ordinanza e di prevedere limitazioni alla circolazione e alla sosta in determinati orari. È un passaggio importante perché chiarisce che queste soluzioni non dipendono da sperimentazioni “creative”, ma da uno strumento riconosciuto e applicabile, da adattare al contesto urbano e alla morfologia delle strade.

La differenza, a questo punto, la farà la qualità del confronto: una strada scolastica funziona quando tiene insieme sicurezza e accessibilità, quando prevede regole comprensibili e facilmente controllabili, quando offre alternative pratiche per chi deve consegnare, assistenza per chi ha esigenze specifiche, gestione degli accessi per residenti e mezzi di emergenza. Per questo il coinvolgimento di chi vive l’area della Agnesi non è un dettaglio di metodo, ma una condizione di riuscita.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.