“Scenari del cambiamento climatico”: a Firenze tre serate per capire cosa sta succedendo, e cosa cambia sul territorio
15/01/2026
C’è un modo di parlare di clima che rassicura perché resta astratto, un discorso fatto di curve e percentuali che scivolano via senza toccare la vita quotidiana. E poi c’è il modo opposto, quello che prova a collegare i dati ai luoghi: l’aria che respiriamo in estate quando il caldo resta inchiodato per giorni, i temporali che in mezz’ora scaricano pioggia da record, i ghiacciai che arretrano e ridisegnano persino i confini naturali. Nasce con questa impostazione il ciclo di incontri “Scenari del cambiamento climatico. Cause, effetti, trasformazioni”, un percorso aperto alla cittadinanza, pensato per offrire strumenti di lettura accessibili senza banalizzare un tema che, per definizione, chiede precisione.
Gli appuntamenti si svolgeranno tra febbraio e marzo 2026, con ingresso libero fino a esaurimento posti, e vedranno la partecipazione di esperti provenienti da enti scientifici e istituzionali di primo piano. L’idea è costruire un filo logico: partire dai meccanismi generali, arrivare agli eventi estremi che colpiscono il territorio, chiudere con un caso concreto e sorprendente, quello dei confini che cambiano insieme al ghiaccio.
Primo incontro: l’accelerazione del clima e la doppia sfida tra mitigazione e adattamento
Il ciclo si apre giovedì 5 febbraio 2026 alle 20.45, nella Sala del Consiglio del Quartiere 4 (via delle Torri 23), con Gianni Messeri, meteorologo del Consorzio LAMMA. Il tema scelto è diretto: l’accelerazione del cambiamento climatico, cioè la sensazione – sempre meno percezione e sempre più evidenza – che i fenomeni si muovano a una velocità che mette sotto pressione ecosistemi, infrastrutture, servizi e abitudini.
Messeri affronterà i meccanismi globali e gli effetti locali, con particolare attenzione alle azioni di mitigazione e alla necessità di adattamento. Due parole che spesso vengono usate come slogan, ma che nella pratica indicano scelte diverse: ridurre le cause, da una parte, e prepararsi agli impatti che già stanno entrando nel presente, dall’altra.
Secondo incontro: eventi estremi e allerte, tra previsioni difficili e lettura corretta
Il secondo appuntamento è fissato per giovedì 12 febbraio 2026 alle 20.45 alla BiblioteCaNova Isolotto (via Chiusi 4/3 A), con Claudio Tei del LAMMA. Qui l’attenzione si sposta sui fenomeni meteorologici estremi: ondate di calore, nubifragi, episodi intensi che spesso durano poco ma lasciano conseguenze lunghe.
Un punto interessante riguarda le difficoltà di previsione e la corretta interpretazione delle allerte meteo. In una fase in cui le notifiche arrivano ovunque, il rischio non è soltanto sottovalutare, ma anche fraintendere: capire cosa significa un’allerta, quali comportamenti attiva, come leggere l’incertezza senza trasformarla in sfiducia.
Terzo incontro: ghiacciai e confini naturali, quando la geografia diventa un tema attuale
L’ultimo incontro, giovedì 5 marzo 2026 alle 20.45, sempre alla BiblioteCaNova Isolotto, porta un tema meno noto ma di forte impatto: le trasformazioni dei confini naturali legate allo scioglimento dei ghiacciai. Ne parlerà Simone Bartolini, Funzionario Tecnico Cartografo e Capo Sezione Confini di Stato dell’Istituto Geografico Militare. Qui il clima smette di essere “ambiente” in senso generico e diventa geografia concreta, con implicazioni di vigilanza e monitoraggio del territorio: un modo efficace per mostrare quanto i mutamenti climatici entrino anche nei campi che di solito consideriamo stabili.
Le serate saranno moderate da Alfio Ciabatti e si realizzano in collaborazione con Quartiere 4, BiblioteCaNova Isolotto, Consorzio LAMMA, Istituto Geografico Militare, CAI Firenze, Regione Toscana e CNR.
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