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Piemonte confermato tra le Regioni più virtuose nel Rapporto Gimbe 2025

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di Redazione

10/10/2025

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Il Piemonte consolida la propria posizione tra le realtà sanitarie più solide e affidabili d’Italia, come confermato dal Rapporto Gimbe 2025. La Fondazione ha evidenziato la piena adempienza della Regione sui tre indicatori dei Livelli essenziali di assistenza (prevenzione, assistenza distrettuale e area ospedaliera), la tenuta della spesa privata sotto la media nazionale e l’avanzato processo di digitalizzazione che ha reso operativo il Fascicolo sanitario elettronico con il 94% dei documenti caricati. A completare il quadro positivo, il saldo della mobilità sanitaria interregionale, che in pochi anni è passato da un disavanzo di 19 milioni a soli 5, segno di una crescente capacità attrattiva delle strutture piemontesi.

I punti di forza: digitalizzazione, attrattività e universalismo

Il presidente della Regione Alberto Cirio ha sottolineato come questi risultati dimostrino gli sforzi compiuti per ricostruire un sistema provato dalla pandemia, mettendo in campo strumenti di innovazione e valorizzando il capitale umano. Le prestazioni aggiuntive garantite nelle ore serali e nei weekend, grazie alla disponibilità del personale sanitario, hanno rappresentato una risposta concreta per contenere le liste d’attesa, considerate la priorità più urgente.
Il rapporto mette in evidenza un Piemonte che difende con coerenza il principio dell’universalismo e dell’equità di accesso alle cure, riuscendo a contenere la spesa privata e mantenendo un profilo di sanità pubblica sostenibile. Anche la digitalizzazione assume un ruolo strategico: il Fascicolo sanitario elettronico è ormai uno strumento diffuso, affiancato da progetti di telemedicina che consentono un accesso più capillare e immediato ai servizi.

Le sfide ancora aperte: liste d’attesa e carenza di personale

L’assessore alla Sanità Federico Riboldi, pur accogliendo con soddisfazione i dati, ha richiamato l’attenzione sulle criticità: il problema delle liste d’attesa resta la principale causa di rinuncia alle cure, mentre la carenza di laureati in Medicina e Infermieristica rischia di compromettere la continuità dei servizi, soprattutto nelle aree periferiche.
Questi temi, insieme alla necessità di ridurre le ospedalizzazioni evitabili e di colmare le disuguaglianze territoriali, saranno al centro del nuovo Piano Socio-Sanitario regionale 2025-2030, già in fase di definizione. L’obiettivo dichiarato è duplice: consolidare i risultati positivi e intervenire sui nodi strutturali che ancora frenano il sistema.

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