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Patenti facili nel mirino: la Polizia Stradale smaschera gli esami truccati a Firenze

04/02/2026

Patenti facili nel mirino: la Polizia Stradale smaschera gli esami truccati a Firenze

Prosegue con determinazione l’attività di contrasto della Polizia di Stato contro il fenomeno dell’ottenimento illecito delle patenti di guida, una pratica che mina alla base la sicurezza stradale e l’affidabilità del sistema pubblico. A Firenze, un servizio mirato predisposto presso gli uffici della Motorizzazione Civile ha portato alla denuncia di tre persone sorprese mentre sostenevano l’esame teorico con modalità fraudolente.

L’operazione è stata condotta dagli investigatori della Squadra di Polizia Giudiziaria della Polizia Stradale di Firenze, che hanno agito in abiti civili, mescolandosi ai candidati all’interno delle aule d’esame. Una strategia discreta ma efficace, pensata per individuare comportamenti anomali in un contesto dove la frode tende a mimetizzarsi tra la normalità delle procedure amministrative.

Tecnologia nascosta e risposte pilotate

L’attenzione degli agenti è stata attirata da tre cittadini stranieri che mostravano evidenti segnali di nervosismo e difficoltà nella comprensione della lingua italiana, incongruenze che mal si conciliavano con la regolarità dello svolgimento dell’esame. I sospetti si sono rapidamente trasformati in riscontri concreti.

I controlli immediati e le perquisizioni personali hanno permesso di rinvenire e sequestrare sofisticati kit di comunicazione a distanza: telefoni cellulari, cavi bluetooth abilmente occultati sotto gli indumenti e micro-auricolari color carne con antenna incorporata. Strumenti progettati per essere invisibili a un controllo superficiale, ma fondamentali per ricevere in tempo reale le risposte corrette da complici esterni, veri e propri suggeritori a distanza.

Le denunce e l’indagine sulla rete organizzata

I tre candidati sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria per reati riconducibili alla truffa ai danni dello Stato e alla falsità ideologica. Il materiale elettronico sequestrato è ora oggetto di analisi tecniche approfondite, con l’obiettivo di risalire alla “regia” organizzativa che gestisce questo traffico illecito, spesso strutturato come un vero e proprio mercato parallelo delle patenti.

Il dato emerso negli ultimi mesi restituisce la dimensione del fenomeno: con quest’ultima operazione salgono a 14 le persone denunciate nel capoluogo toscano, mentre il valore della strumentazione tecnologica sequestrata ammonta a diverse migliaia di euro. Numeri che raccontano un’attività investigativa costante e un sistema fraudolento tutt’altro che episodico.

Sicurezza stradale come interesse pubblico

Al centro dell’azione della Polizia Stradale resta un obiettivo chiaro: tutelare la sicurezza sulle strade. Consentire a persone prive delle conoscenze teoriche di base di ottenere una patente significa esporre tutti gli utenti della strada a rischi concreti, ben oltre il danno economico o amministrativo per lo Stato.

Le indagini proseguiranno per accertare eventuali responsabilità ulteriori. Come previsto dall’ordinamento, la posizione degli indagati sarà valutata nel corso del procedimento giudiziario e per tutti vale il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva. Resta però il segnale forte di un’azione di controllo che punta a difendere la legalità e la sicurezza collettiva, intervenendo là dove l’inganno tenta di sostituirsi al merito.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to