Novoli entra nelle “zone rosse”: sicurezza, presìdi e politiche abitative al centro del dibattito
di Annalisa Biasi
11/01/2026
L’inclusione dell’area di Novoli nel perimetro delle cosiddette zone rosse segna un passaggio rilevante nella strategia di controllo e prevenzione del territorio fiorentino. La decisione, assunta dalla Prefettura di Firenze, riconosce ufficialmente la presenza di criticità strutturate in un quadrante urbano che da tempo convive con episodi ricorrenti di criminalità diffusa, microspaccio e degrado. L’obiettivo dichiarato è rafforzare il presidio delle forze dell’ordine attraverso strumenti operativi più incisivi e una presenza costante, capace di incidere sulla percezione di sicurezza dei residenti e sulla reale tenuta dell’ordine pubblico.
A intervenire sul tema sono i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Matteo Chelli e Angela Sirello, insieme alla consigliera del Quartiere 5 Cristina Menci, che inquadrano il provvedimento come un tassello di una strategia più ampia, destinata a produrre effetti solo se accompagnata da scelte amministrative coerenti e da investimenti mirati.
Presìdi territoriali e ruolo della Polizia municipale
Secondo gli esponenti di Fratelli d’Italia, l’attenzione speciale riservata a Novoli può diventare realmente efficace soltanto se affiancata da un rafforzamento stabile dei presìdi locali. In questo senso torna d’attualità la proposta di destinare l’ex pesa pubblica di viale Gori, struttura inutilizzata da anni, a sede del secondo reparto della Polizia municipale del Quartiere 5. Una soluzione funzionale, già avanzata in sede di bilancio e respinta, ma che continua a raccogliere consensi trasversali, inclusi settori della stessa maggioranza di quartiere.
L’idea risponde a una logica di prossimità: una presenza fisica riconoscibile delle istituzioni, inserita nel tessuto urbano, capace di intervenire con tempestività e di svolgere anche un ruolo di deterrenza. Il rafforzamento dei controlli, sottolineano i consiglieri, trova peraltro un contesto favorevole nella conferma del turn over al 100% per le forze dell’ordine prevista dalla legge di bilancio, con la prospettiva di ulteriori risorse per assunzioni straordinarie nel corso dell’anno.
Casa e sicurezza: un nodo amministrativo irrisolto
Accanto al tema del presidio del territorio emerge con forza quello abitativo, spesso trascurato nel dibattito sulla sicurezza. La difficoltà per gli operatori delle forze dell’ordine di trovare alloggi a costi sostenibili in città incide direttamente sulla stabilità degli organici e sulla qualità del servizio. In quest’ottica viene indicata come strategica l’operazione immobiliare imminente in via da Tolentino, dove un grande complesso sarà messo all’asta. La partecipazione del Comune consentirebbe di preservare la calmierazione degli affitti nel tempo, creando un bacino abitativo dedicato anche ai lavoratori del comparto sicurezza.
Il messaggio politico è chiaro: il contrasto al degrado urbano richiede una visione integrata, capace di tenere insieme ordine pubblico, politiche abitative e utilizzo razionale del patrimonio immobiliare pubblico. Solo attraverso il coordinamento tra Prefettura, Comune e articolazioni territoriali, concludono Chelli, Sirello e Menci, è possibile produrre risultati misurabili e duraturi in un’area complessa come Novoli.
Annalisa Biasi
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to