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Museo Novecento, 20 gennaio: un incontro su Lea Vergine tra biografia, critica e storia al femminile

15/01/2026

Museo Novecento, 20 gennaio: un incontro su Lea Vergine tra biografia, critica e storia al femminile

Martedì 20 gennaio alle 18:00 il Museo Novecento dedica un appuntamento a una delle figure più incisive della critica d’arte italiana del secondo Novecento: Lea Vergine. L’occasione è la presentazione del volume Non il potere ma la forza. Lea Vergine, alla presenza dell’autrice Angela Maderna e della storica dell’arte Laura Lombardi. Un incontro che, più che limitarsi a una conversazione editoriale, si propone come un attraversamento: di un carattere, di un metodo critico, di un’idea di arte che ha saputo farsi strumento di ricostruzione storica e, quando necessario, di polemica.

Il libro nasce con un taglio dichiaratamente “da donna a donna”, da studiosa a studiosa, con un avvio che ha già il tono del racconto vissuto: “Buongiorno, parla Lea Vergine, ho ricevuto la sua letterina”. Da quell’incipit prende forma una biografia che non cerca l’agiografia: ripercorre un’infanzia complicata, una ribellione precoce, poi la traiettoria di un’intelligenza che si impone fino a diventare, lei stessa, un riferimento canonico. La forza del volume sta nel tenere insieme il profilo umano e quello intellettuale, senza separare temperamento e pensiero: la vis polemica, l’istinto politico, la capacità di leggere le immagini con rigore e insieme con un’attenzione feroce alle rimozioni del sistema dell’arte.

Un libro che restituisce la complessità di una critica “controvento”

Lea Vergine viene raccontata come una pioniera capace di coniugare rigore scientifico e radicalità. Il percorso ricostruito da Maderna attraversa la Napoli dell’infanzia e arriva al ruolo di protagonista sulla scena culturale dagli anni Sessanta in avanti, passando per scelte di campo che oggi appaiono quasi ovvie ma allora non lo erano affatto: lavori controcorrente, un interesse precoce per la Body Art, una posizione netta a sostegno delle artiste donne quando la loro presenza veniva ridotta a nota a margine, se non direttamente ignorata.

Il volume insiste su un punto essenziale: Vergine non difendeva le artiste per spirito riparativo o per “quota”, ma per la qualità del lavoro e per l’urgenza di rimettere in ordine, con strumenti critici, una storia scritta con troppe omissioni.

“L’altra metà dell’avanguardia” e l’eredità di una genealogia ritrovata

Il momento culminante di questa battaglia intellettuale, nel racconto del libro, è la mostra L’altra metà dell’avanguardia (1910–1940), esposizione che ha offerto genealogia e legittimità storica alle protagoniste dimenticate del primo Novecento. Non un semplice “recupero”, ma un gesto capace di cambiare lo sguardo, rendendo evidente quanto la storia ufficiale dell’arte fosse stata selettiva, e quanto lavoro servisse per riaprire archivi, nomi, opere.

Accanto a questo, riaffiorano i decenni successivi: mostre fondamentali, l’attenzione a figure come Carol Rama e Gina Pane, l’integrità critica come tratto distintivo, mai addomesticata dalle mode. È qui che il titolo del volume prende corpo: scegliere la forza non significa alzare la voce, ma mantenere autonomia e coerenza anche quando la posizione costa isolamento.

Angela Maderna, nata nel 1984, è storica e critica d’arte; è dottoranda all’Università di Roma Tre con una ricerca su arte e questioni di genere in Italia negli anni Ottanta, e collabora con Domani e il Manifesto. La sua presenza, insieme a quella di Laura Lombardi, rende la presentazione un passaggio naturale tra generazioni di studio: la critica come pratica viva, capace di rimettere in gioco il presente.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to