Lite e tentata estorsione davanti a una caserma chiusa: arrestato un 29enne a Firenze
30/01/2026
Un episodio di violenza improvvisa, maturato in un contesto apparentemente ordinario, ha richiesto nei giorni scorsi l’intervento della Polizia di Stato a Firenze. La segnalazione riguardava una lite scoppiata all’esterno della caserma Fadini, in via della Fortezza, struttura in quel momento chiusa al pubblico. Un luogo che, per sua natura, richiama ordine e sicurezza, trasformato per alcuni minuti nello scenario di un’aggressione nata da una pretesa estorsiva.
Secondo la ricostruzione fornita dagli investigatori, due cittadini peruviani si trovavano lungo il perimetro della caserma quando sarebbero stati avvicinati da una coppia di connazionali. La richiesta, formulata con toni minacciosi, era chiara: consegnare una somma di denaro per “acquistare” un posto in fila. Al rifiuto delle vittime, la situazione sarebbe rapidamente degenerata.
La dinamica dell’aggressione e l’intervento delle volanti
L’episodio ha assunto contorni particolarmente pericolosi quando uno dei presunti aggressori, un uomo di 29 anni poi identificato, avrebbe afferrato alcune bottiglie di vetro presenti a terra, lanciandole in direzione delle persone offese. Solo la prontezza di riflessi delle vittime ha evitato conseguenze fisiche, mentre la tensione ha attirato l’attenzione di altri presenti e fatto scattare la richiesta di intervento.
Le volanti della Polizia di Stato, in servizio nella zona di via Zara, sono arrivate in pochi minuti. All’arrivo degli agenti, uno dei due soggetti coinvolti è riuscito a dileguarsi, mentre il 29enne è stato intercettato e fermato sul posto. La rapidità dell’intervento ha consentito di ricondurre l’episodio sotto controllo prima che potesse degenerare ulteriormente, limitando i rischi per l’incolumità pubblica in un’area urbana particolarmente frequentata.
Le conseguenze giudiziarie e il richiamo alla presunzione di innocenza
Al termine delle formalità di rito, l’uomo fermato è stato accompagnato presso la Casa circondariale di Sollicciano, dove è stato messo a disposizione dell’Autorità giudiziaria in attesa della convalida della misura precautelare. L’episodio si inserisce in un filone di attenzione crescente da parte delle forze dell’ordine verso comportamenti violenti o intimidatori che, anche quando sembrano marginali, incidono direttamente sulla percezione di sicurezza dei cittadini.
Come previsto dalla normativa vigente, resta fermo il principio della presunzione di innocenza: la responsabilità penale dell’indagato e la fondatezza delle accuse saranno valutate nel corso del procedimento giudiziario. Le contestazioni, formulate allo stato degli atti, rappresentano una prima ipotesi investigativa e dovranno trovare conferma nelle sedi competenti.
L’accaduto riporta al centro il tema del controllo del territorio e della gestione delle tensioni sociali in spazi pubblici, anche quando si tratta di episodi circoscritti. Interventi tempestivi e una lettura attenta delle dinamiche locali restano strumenti fondamentali per prevenire escalation di violenza e garantire la sicurezza collettiva.