Caricamento...

Firenze365 Logo Firenze365

Intelligenza artificiale e PMI: una trasformazione già in corso che chiede un ecosistema adeguato

28/01/2026

Intelligenza artificiale e PMI: una trasformazione già in corso che chiede un ecosistema adeguato

L’intelligenza artificiale sta entrando con decisione nei processi delle micro e piccole imprese italiane, non come fattore di rottura, ma come leva concreta di efficienza, competitività e qualità del lavoro. A certificarlo è l’indagine promossa dall’Area Studi e Ricerche della CNA su oltre 2.500 imprese rappresentative del tessuto produttivo, che fotografa una crescita rapida dell’adozione dell’AI e, soprattutto, un cambiamento culturale ormai maturo.

Il dato più evidente riguarda la diffusione: il 35,6% delle imprese dichiara di utilizzare già soluzioni di intelligenza artificiale, con il 16,4% che impiega un solo strumento e il 19,2% che ne utilizza almeno due. Un salto netto rispetto a un’analoga rilevazione di 18 mesi fa, quando solo il 5,2% del campione, limitato al manifatturiero, aveva avviato sperimentazioni. A questi numeri si aggiunge un ulteriore 15,4% di imprese che sta valutando l’adozione.

Benefici concreti e fiducia crescente

La diffusione dell’AI va di pari passo con una maggiore conoscenza e con un orientamento sempre più positivo. Il 27% degli intervistati dichiara una buona o ottima familiarità con queste tecnologie, mentre oltre il 57% esprime una valutazione favorevole, in crescita rispetto al 44% della precedente indagine. Le posizioni critiche restano minoritarie, ferme al 12,4%.

Colpisce la trasversalità del consenso. Se tra gli under 30 il giudizio positivo supera il 70%, anche tra gli imprenditori più maturi emerge un atteggiamento costruttivo: quasi il 54% nella fascia 50-70 anni e il 52,2% tra gli over 70. Un segnale chiaro di come l’AI venga percepita come uno strumento di supporto e non come una minaccia.

I benefici individuati sono fortemente operativi: l’83,1% indica il risparmio di tempo come vantaggio principale, seguito dalla riduzione degli errori (36%) e dall’eliminazione delle attività ripetitive (35%). Oltre un’impresa su quattro segnala un aumento della competitività, mentre il 23,7% riconosce un impatto positivo sull’innovazione di prodotto e di processo.

Competenze e orientamento: i veri nodi da sciogliere

L’indagine evidenzia con altrettanta chiarezza gli ostacoli. Non si tratta tanto di costi o infrastrutture, quanto di capacità di orientamento e competenze. Per il 56,7% delle imprese la difficoltà principale è comprendere quali soluzioni siano davvero utili, mentre il 40,3% segnala la mancanza di competenze interne. Le barriere economiche (18,2%), i timori sulla sicurezza dei dati (17,5%) e l’integrazione con i sistemi esistenti (17,3%) restano su un piano secondario. Marginali, invece, la resistenza del personale e le preoccupazioni sui tempi di adozione.

Da qui emerge una domanda esplicita di accompagnamento: il 70,5% parteciperebbe a iniziative di formazione e oltre il 50% apprezzerebbe consulenze personalizzate e supporto per l’accesso alle agevolazioni finanziarie.

Dal distretto all’ecosistema

Secondo Dario Costantini, presidente nazionale CNA, la rapidità di diffusione dell’AI conferma l’apertura delle imprese verso le nuove tecnologie. Una dinamica che, per essere sostenibile, richiede però contesti adeguati. Lo sottolinea Gianmarco Barluzzi, vicepresidente CNA Toscana Centro con delega all’innovazione, indicando nel distretto manifatturiero di Prato un esempio emblematico: crescita e competitività passano dalla costruzione di un ecosistema fatto di servizi avanzati, infrastrutture, politiche pubbliche coerenti e strumenti di accompagnamento all’innovazione.

In questo scenario, il terziario assume un ruolo strategico di servizio al manifatturiero, orientato a qualità, trasparenza delle filiere, responsabilità sociale e sicurezza dei dati, elementi ormai centrali per la reputazione sui mercati.

Accompagnare la transizione

La lettura è condivisa anche da Elisa Bologni, che parla di un cambiamento culturale ormai evidente: le PMI vogliono usare l’AI per lavorare meglio, ottimizzare tempi e migliorare i processi, ma chiedono una guida affidabile. Ed è proprio su questo terreno che CNA Toscana Centro concentra il proprio impegno, attraverso formazione, assistenza mirata e strumenti come la piattaforma Retea.

Per Gaetano De Felice, le difficoltà emerse non rappresentano un freno, bensì una chiamata all’azione. Governare la trasformazione, democratizzando l’accesso alle tecnologie avanzate e rendendo l’innovazione scalabile anche per la più piccola impresa artigiana, diventa la sfida decisiva. L’integrazione tra intelligenza artificiale, credito ed ESG, supportata dal sistema CNA, punta proprio a questo: trasformare l’innovazione in un vantaggio reale, diffuso e sostenibile per tutto il tessuto produttivo.

Annalisa Biasi Avatar
Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to