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Ferragamo e Università di Firenze insieme per la tutela delle razze bovine toscane

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di Redazione

14/10/2025

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Un patto tra ricerca, impresa e territorio per difendere la biodiversità agricola e dare nuova linfa al lavoro degli allevatori. È questo il cuore del progetto promosso da Salvatore Ferragamo in collaborazione con il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali (DAGRI) dell’Università di Firenze, con il patrocinio della Regione Toscana e il supporto dell’Associazione Regionale Allevatori della Toscana (ARAT).
L’iniziativa mira a preservare quattro antiche razze bovine autoctone a rischio di estinzione — Mucca Pisana, Garfagnina, Calvana e Pontremolese — sostenendo concretamente chi ancora oggi le alleva secondo pratiche tradizionali e rispettose dell’ambiente.

Un modello di collaborazione tra scienza e impresa

Il progetto, dal titolo “Sistemi di allevamento di razze bovine autoctone toscane a rischio estinzione: definizione di strategie di conservazione e valorizzazione a tutela del patrimonio di biodiversità”, ha permesso di costruire un modello innovativo di cooperazione tra il mondo accademico e quello produttivo.
Attraverso il sistema ministeriale ClassyFarm, il DAGRI ha mappato le aziende zootecniche toscane, selezionando sette allevatori che rispettano elevati standard di benessere animale e che custodiscono complessivamente oltre 170 capi delle razze a rischio. Su queste basi, Ferragamo ha attivato un micro-sistema di incentivi economici che premia gli allevatori impegnati nel mantenimento o nell’incremento del numero dei capi tra il 2024 e il 2025.
Un gesto che, al di là del contributo economico, rappresenta un riconoscimento concreto del valore sociale e ambientale di chi difende quotidianamente la biodiversità toscana.

La forza silenziosa degli allevatori e delle tradizioni locali

Durante i sopralluoghi condotti dagli esperti del DAGRI è emersa una realtà fatta di legami profondi tra uomini, animali e territorio. Gli allevatori chiamano ogni capo per nome, rispettano le dinamiche del gruppo e mantengono vive pratiche storiche come la transumanza, un rituale che scandisce ancora il ritmo della vita rurale.
Non mancano le nuove generazioni, giovani che scelgono di rimanere nelle aziende di famiglia, di investire in conoscenze tecniche e di reinterpretare le tradizioni con un approccio moderno e sostenibile.
Esistono molti modi per salvaguardare la biodiversità e gli ecosistemi agricoli – sottolinea Riccardo Bozzi, presidente della Scuola di Agraria di UNIFI – ma la tutela delle razze locali resta una delle strategie più efficaci, perché unisce la conservazione genetica alla promozione delle economie territoriali. Gli incentivi messi in campo da Ferragamo rappresentano un segnale importante di attenzione verso il lavoro degli allevatori e verso la cultura agricola che li sostiene.”

L’iniziativa, oltre al valore scientifico e ambientale, segna un esempio virtuoso di responsabilità sociale d’impresa, capace di coniugare il rispetto per la natura con la valorizzazione del patrimonio culturale e produttivo della Toscana.

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