Danza contemporanea: la prima di ECHO / FABULA MALA
30/01/2026
Prima nazionale – Danza e performance intermediale
Sabato 31 gennaio 2026, ore 21:00
La serata del 31 gennaio segna una prima nazionale che intreccia danza, installazione e immaginario simbolico in un unico attraversamento scenico: ECHO / FABULA MALA, un dittico coreografico che esplora due territori complementari dell’esperienza umana, la risonanza della traccia e l’incontro con l’ombra.
Al centro, il corpo come luogo sensibile, attraversato da memoria, deformazione e possibilità di trasformazione. Due lavori distinti, ma tenuti insieme da una stessa tensione: interrogare ciò che resta, ciò che vibra e ciò che viene rimosso, prima che diventi parola o giudizio.
ECHO – Anatomia di un riflesso
ECHO – Anatomia di un riflesso nasce come performance/installazione ispirata al mito greco di Eco, figura condannata a restituire soltanto la voce altrui, privata di origine e di parola propria. Da questa frattura prende forma una ricerca che indaga l’eco non come semplice ripetizione, ma come scarto, ritardo, deformazione.
In scena, un solo corpo genera il proprio spazio di risonanza ottica, sonora e temporale. Ogni gesto lascia una traccia, ogni movimento ritorna come immagine, ogni respiro si trasforma in luce e suono. La danzatrice non interpreta un personaggio, ma si muove come campo di forze, corpo-memoria che si frammenta nello spazio audiovisivo fino a perdere il proprio centro.
La performance attraversa l’eco come un organismo vivente: impulso, propagazione, ritorno, dissolvenza. Un’anatomia sensibile in cui il corpo diventa memoria prima ancora di farsi assenza, dialogando in modo asimmetrico con la propria traccia. Non risponde, ma rimbalza. Non afferma, ma risuona.
Il progetto è ideato da Alberto Maria Gatti, con Valentina Sechi, e si sviluppa grazie a un articolato lavoro intermediale che coinvolge visual, sound design, sensoristica, luce e scenotecnica, in una coproduzione di Versiliadanza, con la collaborazione del Conservatorio “Giacomo Puccini” di La Spezia nell’ambito del PNRR.
FABULA MALA
Con FABULA MALA, il percorso si sposta da fuori a dentro. Lo sguardo si rivolge all’ombra, a quella zona dell’esperienza che tende a essere esclusa, giudicata, separata. Nelle fiabe, il male è spesso confinato nell’antagonista; qui, invece, viene riaccolto come parte necessaria dell’unità.
Valentina Sechi e Luca Tomao costruiscono un racconto corporeo che prende la forma di un valzer fiabesco, inizialmente armonico, poi progressivamente incrinato. Le distorsioni emergono, rivelando una gabbia invisibile fatta di abitudini, paure e desideri non detti. Proprio in quel punto di tensione si apre un varco: un gesto che devia, un passo che rompe il ritmo imposto e restituisce spazio al possibile.
Il movimento diventa ascolto, la musica guida e destabilizza, luce e ombra si riconoscono come parti della stessa trama. Non più opposti, ma presenze che si danno senso reciproco. Nel fluire dello spettacolo, il conflitto si trasforma in dialogo e la fragilità si apre alla trasformazione.
FABULA MALA è una produzione Versiliadanza, con il sostegno del MIC, della Regione Toscana e del Comune di Firenze.
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