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Carcere di Sollicciano, nasce il tavolo istituzionale permanente: un percorso operativo tra uscita, servizi e continuità assistenziale

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di Annalisa Biasi

12/01/2026

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Il primo incontro si è svolto direttamente all’interno della casa circondariale di Sollicciano e ha segnato l’avvio formale di un tavolo istituzionale permanente dedicato alla situazione del carcere fiorentino. Un passaggio che traduce in pratica un impegno annunciato nei mesi scorsi dalla sindaca Sara Funaro e maturato nel lavoro approfondito della Commissione Politiche sociali del Consiglio comunale. Non un appuntamento simbolico, ma l’inizio di un metodo strutturato, pensato per affrontare criticità croniche con strumenti concreti e continuità nel tempo.

Il tavolo nasce come spazio di coordinamento stabile tra amministrazione comunale, assessorato al Welfare, Commissione consiliare, garante comunale dei detenuti e, progressivamente, associazioni e soggetti che operano quotidianamente all’interno dell’istituto penitenziario. L’obiettivo dichiarato è costruire una rete operativa capace di superare frammentazioni e sovrapposizioni, mettendo in connessione competenze, risorse e responsabilità.

L’uscita dal carcere come nodo centrale del lavoro

Il primo tema affrontato riguarda uno dei passaggi più delicati dell’intero percorso detentivo: l’uscita dal carcere e il rientro nella comunità. Attorno a questo snodo si concentrano fragilità sociali, sanitarie e abitative che, se non gestite in modo coordinato, rischiano di vanificare ogni intervento svolto durante la detenzione.

Il lavoro del tavolo si orienta verso la costruzione di percorsi strutturati e formalizzati di accompagnamento, capaci di garantire continuità assistenziale e una presa in carico effettiva da parte dei servizi territoriali. Non si tratta di iniziative episodiche, ma di un sistema che renda più accessibili lavoro, supporto sanitario, orientamento sociale e soluzioni abitative, riducendo il rischio di isolamento e recidiva.

Il tavolo opererà con una composizione variabile, coinvolgendo di volta in volta soggetti diversi in base ai temi affrontati. Una scelta che punta a mantenere il confronto operativo e aderente ai problemi reali, evitando strutture rigide poco funzionali.

Criticità strutturali e ruolo del Comune

Durante la conferenza stampa, l’assessore al Welfare Nicola Paulesu ha chiarito che parlare di carcere significa tenere insieme denuncia e progettualità. Le condizioni di Sollicciano restano segnate da problemi strutturali gravi, che incidono sulla qualità della vita dei detenuti e sul lavoro di polizia penitenziaria, educatori, personale sanitario e operatori del terzo settore. Su questo fronte l’Amministrazione continuerà a mantenere alta l’attenzione, ribadendo la necessità di un intervento radicale sull’edificio, pur nella consapevolezza che tale competenza non ricade sul Comune.

Allo stesso tempo, Paulesu ha sottolineato il valore di un percorso formale e continuativo che, partendo da ciò che è possibile fare a livello locale, mira a migliorare le condizioni complessive di “benessere possibile” all’interno e all’esterno del carcere.

Il garante comunale dei detenuti Giancarlo Parissi ha evidenziato l’importanza di distinguere tra problemi strutturali, da denunciare, e ambiti su cui è possibile intervenire subito, come la continuità assistenziale e il raccordo tra servizi interni e territoriali. Un dialogo più stretto tra queste realtà rappresenta una leva concreta per migliorare l’efficacia degli interventi.

Una governance stabile per ridurre la distanza tra carcere e città

Il presidente della Commissione Politiche sociali Edoardo Amato ha ricordato come l’istituzione del tavolo rappresenti una delle proposte chiave emerse dalla relazione finale presentata in Consiglio comunale dopo mesi di sopralluoghi, audizioni e incontri. L’idea di una governance strutturata nasce dall’esigenza di ridurre i tempi di attivazione dei percorsi e rafforzare il ruolo di coordinamento del Comune, anche in ambiti che esulano dalle sue competenze dirette.

In un contesto complesso come quello di Sollicciano, la messa in rete delle istituzioni e delle realtà operative può produrre effetti significativi sulla continuità trattamentale, collegando in modo più efficace il tempo della detenzione con quello dell’uscita. Un passaggio che incide direttamente su lavoro, salute, abitazione e opportunità di reinserimento, elementi decisivi per il futuro delle persone detenute e per l’equilibrio complessivo della comunità cittadina.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to