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Black History Month Florence 2026: al MAD Murate Art District una costellazione di mostre tra archivi, memoria e temporalità condivise

06/02/2026

Black History Month Florence 2026: al MAD Murate Art District una costellazione di mostre tra archivi, memoria e temporalità condivise

Dal 12 febbraio al 12 aprile 2026, il MAD – Murate Art District di Firenze ospita l’undicesima edizione di Black History Month Florence, presentando un programma espositivo articolato e stratificato, concepito come una vera e propria costellazione di mostre e interventi d’archivio. Il progetto nasce in collaborazione con l’American Academy in Rome e mette in relazione le ricerche di artisti attualmente Rome Prize Fellows con i materiali d’archivio dello scrittore William Demby, figura centrale della diaspora afroamericana in Italia nel secondo dopoguerra.

Il dialogo attivato attraversa geografie, genealogie e stratificazioni temporali differenti, intrecciando Roma e Firenze come poli culturali connessi da interrogativi comuni su memoria, confinamento e trasformazione. In questo quadro, la produzione artistica non viene intesa come oggetto isolato, ma come processo relazionale e situato, capace di far emergere connessioni tra esperienze intime e storia pubblica.

Common Time: il quotidiano come spazio critico

Sotto il titolo tematico Common Time, il programma delinea uno spazio critico in cui il comune e l’ordinario agiscono come forze capaci di interrompere e riconfigurare temporalità storiche consolidate. Le mostre propongono una riflessione sul tempo non come linea progressiva, ma come campo condiviso, attraversato da ritorni, fratture e sovrapposizioni. In questo senso, l’indagine del sé si sviluppa simultaneamente su un piano individuale e collettivo, offrendo strumenti per ripensare identità, appartenenze e memorie.

Le mostre in programma

Il percorso espositivo si articola in tre progetti distinti, ciascuno con una propria autonomia formale e concettuale, ma inserito in una trama comune.

“William Demby. The Angel in the Death Cell” è una mostra di ricerca stratificata sviluppata a partire dalla residenza di Black Archive Alliance al MAD. Attraverso documenti, testi e materiali d’archivio, il progetto restituisce la complessità della figura di Demby, attivando l’archivio come spazio vivo di interrogazione e non come deposito statico del passato.

“Triplet Consciousness” di Heather Hart trasforma la galleria in un ambiente attraversabile e poroso. Rampe, impalcature e superfici traslucide avvolgono la colonnata dello spazio espositivo, invitando il pubblico a un’esperienza fisica fatta di orientamenti personali, movimenti non lineari e gesti ludici. L’opera diventa così un dispositivo per ripensare il corpo nello spazio e le modalità dell’abitare.

“Black Body, Ancient City” di T.J. Dedeaux-Norris presenta una nuova serie di oltre cento collage che funzionano come una poesia visiva. Il corpo nero si fonde con gli elementi strutturali dell’architettura imperiale, generando immagini in cui storia antica e soggettività contemporanea si compenetrano, mettendo in crisi narrazioni monumentali e univoche del passato.

Un progetto tra archivi e pratiche contemporanee

L’undicesima edizione di Black History Month Florence al MAD Murate Art District si configura come un laboratorio critico in cui archivi storici e pratiche artistiche contemporanee dialogano senza gerarchie, producendo nuove letture del tempo e della memoria. Un progetto che invita a considerare la cultura come spazio di relazione e responsabilità condivisa, capace di attraversare epoche e luoghi diversi mantenendo aperta la possibilità di trasformazione.

Per maggiori informazioni: www.murateartdistrict.it

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.