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Biblioteca Luzi, un sabato alla volta: nasce un corso per leggere il Quartiere e costruire convivenza

15/01/2026

Biblioteca Luzi, un sabato alla volta: nasce un corso per leggere il Quartiere e costruire convivenza

C’è una distanza curiosa, e spesso faticosa, tra ciò che sappiamo del mondo e ciò che riusciamo a capire del luogo in cui abitiamo. Vediamo guerre, crisi climatiche, migrazioni, tensioni sociali scorrere in tempo reale sullo schermo; poi usciamo di casa e inciampiamo in domande più minute e insieme decisive: perché un conflitto lontano cambia il modo in cui si parla al bar, a scuola, in condominio? Da dove arrivano certe paure, e come si trasformano in chiusura o, al contrario, in desiderio di incontro? È dentro questa frizione, concreta e quotidiana, che si inserisce il percorso che partirà alla Biblioteca Luzi da sabato 24 gennaio: un corso gratuito pensato per acquisire strumenti di gestione comunitaria del quartiere e rafforzare la capacità di interpretare ciò che accade attorno a noi.

L’iniziativa, organizzata da Oxfam Italia, mette al centro l’idea che un territorio non sia un semplice contenitore di persone, ma un organismo fatto di relazioni, abitudini, storie migranti, fragilità e risorse. Riconoscere questa complessità non serve a “teorizzare” la convivenza: aiuta, semmai, a renderla praticabile, perché rende visibili i nodi e i punti di forza di una comunità e permette di lavorarci senza scorciatoie.

La biblioteca come laboratorio civico del territorio

La scelta della Biblioteca Luzi non è un dettaglio logistico: è una dichiarazione di metodo. Una biblioteca di quartiere, quando funziona davvero, è uno spazio dove le differenze non vengono appiattite ma messe in dialogo. È il luogo che può tenere insieme l’accesso alle informazioni e la costruzione di prossimità, la dimensione culturale e quella sociale, la curiosità individuale e il confronto collettivo.

Il percorso punta a far convergere comunità diverse attorno a un obiettivo chiaro: costruire un’identità condivisa, capace di includere, senza forzare, chi vive lo stesso territorio con esperienze e bisogni differenti. Il riferimento all’Agenda ONU 2030 per lo sviluppo sostenibile si traduce in un lavoro sul campo: imparare a leggere i fenomeni locali come parte di dinamiche più ampie, e usare questa consapevolezza per ridurre barriere, stereotipi e diffidenze che spesso nascono da incomprensioni e mancanza di contatto.

Date, modalità e un ultimo incontro “sul campo”

Il corso si svolge il sabato mattina, dalle 10.30 alle 12.30, in cinque appuntamenti distribuiti tra gennaio e marzo: 24 gennaio, 7 febbraio, 21 febbraio, 7 marzo, 21 marzo 2026. La partecipazione è gratuita, ma richiede prenotazione.

C’è un elemento che rende il programma particolarmente concreto: l’ultimo incontro è previsto in un Centro di Accoglienza per richiedenti asilo del territorio. È una scelta che sposta il discorso dai concetti alle esperienze, perché permette di affrontare direttamente i temi dei conflitti globali, delle migrazioni e delle loro conseguenze personali e collettive, osservando come queste traiettorie si intreccino con la vita di un quartiere.

Per iscriversi è possibile telefonare allo 055 669229 oppure scrivere a [email protected]. Il percorso, intitolato “Una comunità accogliente: il nostro Quartiere come risorsa”, rientra nel progetto ForGlobe, una proposta formativa ampia in biblioteche e archivi, con numerosi corsi gratuiti previsti nel biennio 2025-2026 all’interno del Sistema documentario SDIAF.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to