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ARPAT e imprese: cosa racconta l’indagine sulla percezione dei controlli ambientali

29/01/2026

ARPAT e imprese: cosa racconta l’indagine sulla percezione dei controlli ambientali

Nel 2024 ARPAT ha avviato un accordo di ricerca con il Dipartimento di Statistica, Informatica, Applicazioni G. Parenti dell’Università degli Studi di Firenze, con l’obiettivo di analizzare in modo strutturato la percezione dei servizi svolti dall’Agenzia. Dopo una prima rilevazione rivolta ai clienti istituzionali, nel 2025 l’attenzione si è concentrata sul mondo economico toscano, chiamato a esprimere una valutazione sul ruolo di ARPAT nelle attività di controllo ambientale, dagli impianti di depurazione alle installazioni soggette ad Autorizzazione Integrata Ambientale, fino all’applicazione della normativa Seveso.

L’indagine, curata dal professor Bruno Bertaccini con la collaborazione della professoressa Silvia Bacci e della dottoressa Xheni Elezi, rappresenta un tassello rilevante nel percorso di ascolto degli stakeholder, offrendo una lettura approfondita del rapporto tra imprese e controllore pubblico.

Metodo di indagine e affidabilità dei risultati

La rilevazione è stata condotta con un questionario online, rivolto in modo censuario alle unità produttive controllate negli ultimi ventiquattro mesi. Su 334 realtà coinvolte, hanno risposto in 179, con un tasso di partecipazione superiore al 53 per cento. Una percentuale che, per indagini di questo tipo, garantisce una base informativa solida e statisticamente significativa.

La scelta della modalità CAWI ha consentito di contenere tempi e costi, pur presentando alcuni limiti noti in letteratura, come il rischio di auto-selezione dei rispondenti. Secondo gli esperti, tale dinamica tende a favorire la partecipazione di soggetti più motivati e spesso più critici, con la conseguenza di una possibile sottostima dei giudizi medi. Nonostante ciò, i livelli di valutazione espressi dalle imprese risultano complessivamente elevati, a conferma di una percezione positiva dell’operato dell’Agenzia.

Importanza elevata, soddisfazione più contenuta

Uno degli elementi più interessanti emersi riguarda lo scarto costante tra l’importanza attribuita alle attività di ARPAT e il livello di soddisfazione espresso. Dal punto di vista scientifico, questo divario non segnala una criticità anomala, ma riflette aspettative molto alte verso funzioni considerate strategiche per la tutela ambientale e la collettività.

Le imprese riconoscono il ruolo istituzionale dell’Agenzia e ne legittimano pienamente l’azione di controllo. Al tempo stesso, lo scarto evidenzia margini di miglioramento, soprattutto sul piano operativo e relazionale. In particolare, alcuni rispondenti hanno segnalato una comprensione non sempre piena delle specificità produttive e organizzative delle singole aziende da parte degli ispettori.

Dati come leva per migliorare le politiche di controllo

Dall’analisi emergono indicazioni operative chiare: rafforzare la capacità di contestualizzare l’azione ispettiva, migliorare la chiarezza delle spiegazioni e delle prescrizioni, curare maggiormente il dialogo con le imprese. Interventi di questo tipo non mettono in discussione il rigore tecnico e la terzietà del controllo, ma contribuiscono a renderlo più comprensibile e percepito come equo.

L’indagine offre così una base concreta per orientare scelte organizzative, programmi formativi e linee guida operative. Inserita in un ciclo continuo di monitoraggio, può diventare uno strumento stabile di valutazione e miglioramento, rafforzando la trasparenza e la qualità delle politiche di controllo ambientale in Toscana.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.