Caricamento...

Firenze365 Logo Firenze365

“A occhi aperti” a San Salvi: il Giorno della Memoria dei Chille scelto contro la consolazione

19/01/2026

“A occhi aperti” a San Salvi: il Giorno della Memoria dei Chille scelto contro la consolazione

Alle 21 di martedì 27 gennaio, negli spazi di San Salvi a Firenze, i Chille de la balanza tornano con un appuntamento che, per scelta dichiarata, evita la scorciatoia dell’enfasi e punta su una forma più severa di presenza: parole misurate, letture, un’idea di teatro come esercizio di attenzione. La serata si intitola A OCCHI APERTI, lo stesso nome che la compagnia ha dato anche al proprio percorso teatrale 2026.

Il titolo è una consegna prima ancora che un tema: restare vigili quando la memoria rischia di trasformarsi in rituale, e quando la tentazione di “mettere a posto” l’orrore con formule condivise diventa quasi irresistibile.

Balibar e il punto cieco del linguaggio davanti al male estremo

Una delle tracce della serata passa dal pensiero di Étienne Balibar, richiamato attraverso il suo libro La filosofia di fronte al genocidio (Cronopio, a cura di Luca Salza), dove il filosofo insiste su un paradosso che pesa come un macigno: davanti al genocidio si avverte l’insufficienza delle parole, eppure il silenzio non è un’opzione neutrale. La responsabilità, nel suo discorso, sta proprio nel tenere insieme limite e necessità, rinunciando all’illusione di spiegare ciò che non torna “spiegabile”, senza cedere al vuoto.

Nel ragionare sul presente Balibar chiama in causa anche Gaza, definendola un evento di portata mondiale e ricordando che pensare un luogo sotto le bombe non equivale a viverlo; la distanza, dice, obbliga a cautela e precisione. Nel passaggio più controverso, avverte del rischio di un uso strumentale della memoria della Shoah, evocata talvolta come argomento per legittimare ciò che accade oggi: una torsione che, nella sua lettura, finisce per impoverire la stessa memoria storica. È una posizione che non chiede consenso automatico; chiede, semmai, disciplina morale nel nominare, distinguere, non trasformare la storia in un arsenale retorico.

Bachmann: la poesia come etica, non come ornamento

Accanto alla riflessione filosofica, la serata propone letture di poesie e testi di Ingeborg Bachmann, affidate agli attori dei Chille. Nel progetto 2026 della compagnia, la scrittrice austriaca viene presa sul serio per ciò che è: non un “apparato culturale” da cerimonia, ma un’autrice che lega scrittura e responsabilità, con un’idea di lucidità che brucia le consolazioni facili e non concede riparo nella bella forma.

Il teatro, in questo impianto, non serve a mettere distanza dal mondo: serve a costruire un tipo di prossimità che non sia emotivismo, bensì conoscenza, e che lasci addosso una domanda scomoda — quale parte della realtà stiamo scegliendo di non vedere, per comodità, per paura, per abitudine.

L’ingresso è gratuito con prenotazione consigliata: tel/WhatsApp 335 6270739 o mail [email protected].

Andrea Bianchi Avatar
Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.