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Vandalismi a San Jacopino, l’allarme sicurezza torna al centro del dibattito cittadino

02/02/2026

Vandalismi a San Jacopino, l’allarme sicurezza torna al centro del dibattito cittadino

Una scia di danneggiamenti concentrata in poche ore, in pieno pomeriggio, ha riacceso il tema della sicurezza urbana a Firenze. Finestrini spaccati, auto prese di mira anche all’interno di garage condominiali, un soggetto visto fuggire dopo essere stato sorpreso: episodi ravvicinati che hanno interessato via Pier Luigi da Palestrina, via Doni, via Spontini, via Ponchielli, via Ponte all’Asse e via San Jacopino. Un perimetro ampio, un modus operandi ripetuto, una percezione di vulnerabilità che cresce tra i residenti.

A intervenire con toni netti è Luca Santarelli, coordinatore del gruppo Misto–Noi Moderati, che parla apertamente di un problema di sicurezza “bello grosso” e di una città che non riesce più a dare risposte convincenti a chi subisce questi episodi.

Le strade colpite e la dinamica degli episodi

Il racconto dei danneggiamenti restituisce una geografia precisa. In via Pier Luigi da Palestrina due vetture con i finestrini infranti; in via Doni e via Spontini altri casi analoghi; nei garage interni ai condomini di via Ponchielli e via Ponte all’Asse un’azione ancora più invasiva, culminata nella fuga del responsabile che avrebbe scavalcato il cancello. Infine via San Jacopino, dove lo scenario si è ripetuto con lo stesso schema.

Nel suo intervento, Santarelli punta il dito contro quello che definisce uno “scaricabarile” istituzionale. Secondo il coordinatore, il rimpallo di responsabilità tra livelli di governo e l’assenza di una diagnosi chiara del problema finiscono per esasperare i cittadini. Il riferimento è a una narrazione che, a suo avviso, tende a diluire le responsabilità o a spostare il focus, senza affrontare il nodo centrale: la tutela di chi rispetta le regole.

Il messaggio è diretto: i cittadini non vogliono sentirsi rispondere con spiegazioni astratte o con richiami a competenze altrui, né accettano giustificazioni che sembrano anteporre la comprensione del disagio di chi delinque alla protezione delle vittime. La domanda che emerge è quella di un rispetto concreto, misurabile in prevenzione, controlli e rapidità d’intervento.

Una richiesta di risposte operative

Al di là della polemica politica, gli episodi di San Jacopino riportano al centro un’esigenza condivisa: presidio del territorio, coordinamento tra forze dell’ordine e amministrazione, attenzione alle aree residenziali che mostrano segnali di vulnerabilità. La sicurezza quotidiana, fatta di strade e parcheggi, è la cartina di tornasole della fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

Il dibattito che si apre non riguarda solo l’individuazione dei responsabili dei vandalismi, ma la capacità della città di prevenire il ripetersi di simili episodi e di restituire serenità a chi vive quei quartieri. È su questo terreno, più che sulle dichiarazioni, che i residenti attendono risposte.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to