Prato, CNA e Confartigianato condannano le violenze e chiedono nuove regole per il distretto
di Redazione
18/09/2025
Gli episodi di tensione registrati davanti alla stireria-confezione L’Alba di Montemurlo hanno riacceso l’attenzione su un distretto che, pur essendo tra i più dinamici e riconosciuti a livello internazionale, vive da tempo contraddizioni difficili da risolvere. L’aggressione agli operai in sciopero ha suscitato la reazione netta di CNA Toscana Centro e Confartigianato Imprese Prato, che condannano senza esitazioni l’uso della violenza, ma al tempo stesso chiedono risposte strutturali e strumenti concreti per affrontare le cause profonde del disagio.
Proposte per individuare le aziende fuori dalle regole
I presidenti delle due associazioni, Emiliano Melani e Luca Giusti, sottolineano come non basti più limitarsi a dichiarazioni di principio. La proposta è quella di incrociare i dati a disposizione delle istituzioni, dalle banche dati pubbliche ai consumi energetici e idrici, passando per altri indicatori che possano segnalare situazioni anomale sotto il profilo sociale, ambientale e finanziario.
Un monitoraggio capillare consentirebbe di distinguere le imprese sane da quelle che operano fuori dalla legalità, tutelando così la reputazione di un distretto in cui la maggioranza delle aziende rispetta regole e contratti. La linea è chiara: chi non rispetta le regole non deve trovare spazio nel sistema produttivo, perché mina la competitività e la credibilità di tutti.
Ripensare la distribuzione del valore lungo la filiera
Oltre al tema della legalità, CNA e Confartigianato invitano ad aprire un confronto sul modello economico del distretto. La riflessione riguarda la distribuzione della marginalità lungo la filiera tessile e manifatturiera, oggi percepita come squilibrata. Secondo le associazioni, una ripartizione più equa del valore generato è condizione indispensabile per garantire la sostenibilità futura del distretto, oltre che per difendere le imprese che operano correttamente e rispettano i diritti dei lavoratori.
La richiesta è quindi duplice: maggiore determinazione nel contrasto alle zone grigie del sistema produttivo e una visione nuova della filiera, che non lasci indietro chi produce rispettando le regole e investendo in qualità.
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