Palazzo Medici Riccardi, a Firenze il convegno sul restauro delle facciate
24/03/2026
Palazzo Medici Riccardi torna al centro dell’attenzione cittadina con un appuntamento che mette insieme tutela, ricerca e valorizzazione del patrimonio storico. Mercoledì 25 marzo 2026, alle ore 10, nel Salone Carlo VIII con ingresso da via Ginori 2, è in programma il convegno dedicato al restauro conservativo delle facciate dell’edificio, al termine di un percorso tecnico e scientifico che ha accompagnato il cantiere tra il 2022 e il 2025. L’iniziativa rappresenta il momento di restituzione pubblica di un intervento complesso, nato per preservare uno dei simboli più riconoscibili dell’architettura civile rinascimentale fiorentina.
Ad aprire la giornata saranno i saluti istituzionali di Sara Funaro, sindaca della Città Metropolitana di Firenze, Antonella Ranaldi, soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze e la provincia di Prato, Alessandra Petrucci, rettrice dell’Università degli Studi di Firenze, e Francesca Ferrandino, prefetto di Firenze. La presenza delle principali figure istituzionali coinvolte restituisce con chiarezza il peso culturale e amministrativo di un intervento che non riguarda soltanto la manutenzione di un immobile storico, ma la conservazione di una parte rilevante dell’identità architettonica della città.
Un restauro nato per proteggere il bugnato in pietraforte
L’intervento sulle facciate di Palazzo Medici Riccardi ha preso avvio nell’estate del 2024, con l’obiettivo di conservare il celebre bugnato in pietraforte e di tutelare un edificio che oggi ospita la Città Metropolitana di Firenze, il Museo di Palazzo Medici Riccardi e la Prefettura. Il valore dell’operazione va letto anche in questo intreccio tra funzione storica e uso contemporaneo: non si tratta di un monumento isolato, ma di uno spazio vivo, attraversato ogni giorno da attività istituzionali, culturali e amministrative.
Il cantiere, definito sperimentale, affonda però le sue radici in una fase precedente. Il progetto definitivo di restauro risale infatti al 2021, mentre nel 2022 si è trasformato in progetto esecutivo. La conclusione dei lavori nel 2025 consente ora di presentare in modo organico il percorso svolto, i criteri adottati, le tecniche impiegate e i risultati raggiunti. Il convegno si propone proprio come occasione di sintesi e approfondimento, utile non soltanto a illustrare l’intervento terminato, ma anche a mostrare il valore metodologico di un’esperienza che potrà offrire indicazioni preziose per altri restauri di alta complessità.
L’investimento complessivo è stato pari a 2 milioni e 100 mila euro, interamente finanziati con fondi propri. Un dato che sottolinea la volontà della Città Metropolitana di Firenze, proprietaria del bene, di sostenere direttamente un’operazione di tutela strutturata e scientificamente fondata, condivisa con gli organi di tutela e con il mondo universitario.
Il lavoro congiunto tra enti pubblici, università e specialisti
Uno degli aspetti più significativi del restauro riguarda la rete di competenze che ne ha reso possibile la realizzazione. Il progetto è stato promosso dalla Città Metropolitana di Firenze insieme alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e ha coinvolto l’Università degli Studi di Firenze, attraverso il Dipartimento di Scienze della Terra, e l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, con il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Chimiche. È un elemento che merita attenzione, perché racconta un modello di intervento in cui la conservazione non viene affrontata come semplice pratica edilizia, ma come campo di confronto tra discipline, esperienze e strumenti di analisi differenti.
Hanno partecipato al progetto gli architetti Hosea Scelza e Rosella Pascucci della Soprintendenza, con la consulenza dei professori Pasquino Pallecchi, Carlo Alberto Garzonio, direttore del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze, e Federica Valentini del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Chimiche dell’Università di Roma Tor Vergata. Per la Direzione Edilizia della Città Metropolitana di Firenze hanno lavorato gli architetti Lorenzo Di Bilio, Maria Grazia Fraiese, Marco Vannuccini, l’ingegnere Matteo Galatro e Luciana Pinzani per la grafica. L’impresa esecutrice è stata il raggruppamento RWS Srl / Ruffato Mario Srl di Padova, mentre la direzione dei lavori è stata affidata a Hosea Scelza. Il responsabile del procedimento è Lorenzo Di Bilio, con il supporto di Maria Grazia Fraiese e Marco Vannuccini.
Il convegno del 25 marzo offrirà quindi una lettura complessiva di un restauro che ha richiesto studio, coordinamento e una forte capacità di mediazione tra tutela materiale, esigenze istituzionali e qualità dell’intervento. In allegato alla presentazione della giornata è disponibile anche il programma completo degli interventi, utile per seguire nel dettaglio i contributi previsti e comprendere la ricchezza di un lavoro che, dietro la facciata ripristinata, custodisce anni di analisi, scelte tecniche e responsabilità condivise.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.