Memorie di un anglo-fiorentino: al Museo Bardini il primo incontro dedicato a Thomas Patch
di Redazione
15/10/2025
Domenica 19 ottobre alle ore 11, al Museo Stefano Bardini, prende avvio il ciclo di approfondimenti legato alla mostra Thomas Patch a Firenze. La memoria del Medioevo e del Rinascimento, curata da Giulia Coco e organizzata da Fondazione MUS.E per il Comune di Firenze. L’appuntamento inaugura un percorso di tre incontri che, fino a dicembre, accompagneranno la rassegna dedicata al pittore inglese, celebrato quest’anno a tre secoli dalla nascita.
Un pittore inglese nel cuore del Grand Tour
Figura eccentrica e colta, Thomas Patch (1725–1782) fu molto più che un ritrattista brillante o un incisore di talento. Arrivato a Firenze nel 1755 dopo un soggiorno romano, divenne presto uno dei protagonisti della comunità britannica che frequentava la città nel pieno del Grand Tour, stringendo rapporti con personalità come Sir Horace Mann, residente inglese e mecenate illuminato. Le sue caricature di viaggiatori e gentiluomini, così come le vedute dell’Arno e delle colline fiorentine, gli valsero la fama di interprete arguto e raffinato della società cosmopolita del tempo.
Meno conosciuto, ma oggi al centro della riflessione promossa da Giulia Coco, è l’altro volto dell’artista: quello dello studioso. Patch dedicò infatti quattro volumi di incisioni all’arte toscana del tardo Medioevo e del primo Rinascimento, contribuendo in modo decisivo alla diffusione, anche in Inghilterra, di maestri allora poco noti e alla conservazione di opere poi scomparse.
L’approfondimento di Giulia Coco
Storica dell’arte presso il Ministero della Cultura e curatrice della Galleria dell’Accademia di Firenze, Giulia Coco offrirà al pubblico una lettura storica e critica della figura di Patch, collocandola nel contesto della Firenze settecentesca e della sua vivace colonia anglosassone. L’incontro, dal titolo Memorie di un anglo-fiorentino, sarà l’occasione per comprendere come l’artista seppe unire curiosità scientifica, spirito d’osservazione e gusto antiquario, anticipando in parte la sensibilità storicista che avrebbe animato il secolo successivo.
La partecipazione è gratuita, con prenotazione obbligatoria a [email protected] o al numero 055 0541450. Gli incontri non comprendono la visita alla mostra, aperta fino al 15 dicembre 2025.
Articolo Precedente
Museo Novecento: il giardino come laboratorio di cultura e natura per famiglie e bambini
Articolo Successivo
Maria Callas rivive a Firenze: la scultura di Nikos Floros al Teatro del Maggio
Redazione