Maria Callas rivive a Firenze: la scultura di Nikos Floros al Teatro del Maggio
di Redazione
15/10/2025
Davanti al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino brilla, da oggi fino al 14 gennaio, la figura monumentale di Maria Callas, scolpita in acciaio e luce dall’artista greco Nikos Floros. Alta due metri e mezzo, la scultura in alluminio riciclato rappresenta la “Divina” in un gesto sospeso, tra potenza e grazia, quasi a restituire alla città che la consacrò alla gloria il respiro di un’epoca irripetibile.
Un omaggio alla Divina e al legame tra Italia e Grecia
L’opera, arrivata a Firenze dopo le tappe di Roma e Parigi (Palazzo dell’Unesco), si inserisce in un più ampio progetto internazionale che Floros dedica alla Callas come simbolo universale di bellezza, dialogo e sostenibilità.
La statua è frutto della collaborazione tra il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino e il Consolato di Grecia a Firenze, unendo idealmente due paesi legati da secoli di arte e cultura.
Durante la cerimonia di inaugurazione, la console onoraria Potoula Petrakakos ha ricordato il profondo rapporto tra la cantante e la città: “Maria Callas si esibì a Firenze tra il 1948 e il 1953, lasciando un segno indelebile nei teatri cittadini. Le sue interpretazioni di Norma e Medea restano fra le più memorabili della storia lirica.”
Il suo intervento ha sottolineato il valore simbolico dell’opera, pensata come messaggio di unione fra popoli attraverso l’arte, un linguaggio capace di superare confini e tempo.
Firenze e la Callas: una storia che ritorna
L’assessore alla cultura Giovanni Bettarini ha annunciato che una piazza sarà intitolata a Maria Callas nell’area dell’ex Teatro Comunale, a suggellare un legame che va oltre la memoria. “La Callas non fu solo una voce che incantò Firenze, ma un esempio di passione e rigore artistico che rispecchia l’anima stessa della città”, ha affermato.
Il sovrintendente Carlo Fuortes ha poi ricordato come proprio a Firenze la carriera della Divina ebbe inizio, grazie alla visione del direttore artistico Francesco Siciliani, che la scritturò al Maggio nel 1948 per la “Norma” di Bellini. Da quella prima apparizione, il mondo avrebbe conosciuto l’artista destinata a cambiare per sempre la storia del melodramma.
L’opera di Floros, scintillante e austera al tempo stesso, restituisce oggi alla città quella stessa forza: un tributo contemporaneo a un mito che non smette di parlare al futuro.
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