Lite e tentata estorsione davanti alla caserma Fadini: intervento della Polizia a Firenze
02/02/2026
Un intervento tempestivo della Polizia di Stato ha riportato la calma nei pressi della Caserma Fadini, in via della Fortezza a Firenze, dove nei giorni scorsi è stata segnalata una lite tra più persone in fila all’esterno della struttura, in quel momento chiusa al pubblico. L’episodio, ricostruito dagli operatori intervenuti, si colloca in un contesto di tensione degenerata rapidamente, con profili di violenza e minaccia.
Secondo quanto emerso dalle prime verifiche, due cittadini di nazionalità peruviana, in attesa lungo il perimetro della caserma, sarebbero stati avvicinati da una coppia di connazionali. Questi ultimi avrebbero preteso, con toni intimidatori, la consegna di una somma di denaro in cambio della possibilità di occupare un posto nella fila. Al rifiuto opposto dalle vittime, la situazione sarebbe precipitata in un’aggressione.
La dinamica e l’intervento delle volanti
Nel corso della colluttazione, uno dei presunti aggressori, un uomo di 29 anni poi identificato, avrebbe raccolto alcune bottiglie in vetro da terra, lanciandole verso le persone offese. I destinatari del gesto sono riusciti a evitare l’impatto, scongiurando conseguenze fisiche più gravi. La scena ha attirato l’attenzione di chi si trovava nelle vicinanze, facendo scattare la richiesta di intervento alle forze dell’ordine.
Le volanti provenienti da via Zara sono giunte rapidamente sul posto. Gli agenti sono riusciti a intercettare uno dei due presunti responsabili, mentre l’altro si è dato alla fuga, facendo perdere le proprie tracce. L’uomo fermato è stato accompagnato negli uffici competenti per le formalità di rito, che hanno portato all’adozione di una misura precautelare.
Custodia cautelare e iter giudiziario
Al termine degli accertamenti iniziali, il 29enne è stato associato alla Casa circondariale di Sollicciano, a disposizione dell’Autorità giudiziaria, in attesa della convalida del provvedimento. L’episodio riaccende l’attenzione su dinamiche di microcriminalità che, in contesti affollati o caratterizzati da attese prolungate, possono sfociare in comportamenti violenti e intimidatori.
Come previsto dall’ordinamento, l’effettiva responsabilità della persona indagata e la fondatezza delle ipotesi d’accusa saranno oggetto di valutazione nel corso del procedimento. Allo stato, l’indagato è assistito dalla presunzione di innocenza e le contestazioni sono formulate sulla base degli elementi raccolti nell’immediatezza dei fatti, che dovranno essere vagliati nelle competenti sedi giudiziarie.
L’intervento conferma l’attenzione della Questura di Firenze verso episodi che possono compromettere la sicurezza e l’ordine pubblico, soprattutto quando coinvolgono condotte violente e tentativi di estorsione ai danni di persone in situazione di vulnerabilità.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to